In quel grande e variegato percorso chiamato vita, tante sono le buche, le falle, i tratti vischiosi e sassosi in cui bisogna imbattersi.

Bisogna prendersi cura di sé, pensare ad essere cittadini e persone modello, rispettare le leggi e le regole della società ma soprattutto adempiere ai propri doveri.

Tra le tante seccature della vita di ogni essere umano c’è un piccolo tratto di percorso chiamato università, tendenzialmente della durata di 5 anni (per i più fortunati e ligi al dovere).

A sua volta, questo piccolo tratto di vita, è costellato di momenti critici e di vere e proprie rotture che ogni studente deve affrontare per arrivare alla laurea.

Ecco i sette piccoli incubi dello studente universitario:

1) CERCARE CASA

Prima grande iattura, soprattutto degli studenti universitari fuori sede, è cercare casa. Poi Milano è il crogiolo per eccellenza dei padroni di casa psicopatici e simpatici come una martellata sui piedi. Ma il giro della morte è d’obbligo se non vuoi vivere in uno dei corridoi della stazione Centrale. Il 70% delle case che vedi mancano solo di staccionata e mucca e poi possono considerarsi delle bettole vere, peccato che sull’annuncio ti erano state presentate come “delizioso loft in centro, un vano ampio, tutti i comfort”. Taaaac la fregatura è servita.

2) DIVIDERE CASA

Una volta che sei riuscito ad entrare nel delizioso loft, ti rendi conto che il peggio non è ancora arrivato. Ad abitare lo splendido trilocale pluri accessoriato ci sono già due soggetti niente male. Uno è un adepto delle bestie di satana e l’altro sembra uscito da una puntata di Big Bang Theory. Peccato che la conoscenza di pulizia e ordine di entrambi è alquanto relativa. Ti aspetteranno anni duri e pieni di sacrifici.

3) SEGUIRE LE LEZIONI

Svegliarsi alle sette per attraversare la città per andare a seguire una lezione di cui seguirai sostanzialmente solo i primi dieci minuti. Il restante tempo inizi a pensare, in ordine, a: cosa mangiare a cena, perchè la tipa al terzo banco porta i calzini di spugna bianchi, la bolletta da pagare, il tipo/la tipa al quinto banco, gli ultimi fatti di cronaca, cosa mangiare a pranzo. Risultato? Dover chiedere gli appunti a qualcuno per non rimanere indietro.

4) STARE DIETRO AI PROF

Quando la segreteria fallisce, soprattutto per le informazioni e comunicazioni ufficiose e di secondo ordine si deve ricorrere alla soluzione più odiata e temuta: scrivere al prof. Se quest’ultimo è ligio al dovere e non troppo impegnato ti risponderà entro la fine della sessione. Pressare il prof con mail per sapere che libro portare, sostituire, come integrare ecc ecc è una cosa che richiede un’immensa pazienza e tanto tanto spirito di sopportazione.

5) ANDARE IN SEGRETERIA

Dubbi, incertezze, perplessità? Niente paura, ci si può recare tranquillamente in segreteria per risolvere le piccole beghe quotidiane della vita da studente. Peccato che ogni volta l’impresa è a dir poco epica, tra gli orari di apertura e chiusura (sempre perfettamente in contrasto con quello delle lezioni), le file chilometriche, le settecento diverse sezioni, la segretaria seccata e gentile come un camionista russo. La segreteria necessita un urgente e indispensabile seduta dallo psicologo entro le 24 successive.

6) PAGARE LE TASSE

Puntualissime si presentano, a settembre e a maggio, le esosissime tasse da pagare. Ovviamente ti convinci che quella valanga di soldi sono investiti per il tuo futuro e la tua carriera (forse) ma ogni volta scaricare i mav, andare i banca e vederti prosciugare il conto sono una sofferenza senza mai più fine.

7) STUDIARE

In ultimo ma non ultima, la iattura suprema di ogni studente: studiare. Sembra banale e scontato ma non è possibile non annoverarla. Passare anni sui libri a macinare dispense e tomi grandi come capitelli dorici, è la rottura madre di ogni studente univeristario. Privarsi di feste, viaggi e serate per trascorrere placide ore di lettura fino a notte fonda, ripetere, recarsi in biblioteca e così via ancora per altre 20/30 volte.

L’unica cosa che consola è che alla fine vedere trionfare i propri sacrifici scalda il cuore e riempie di un orgoglio senza eguali.