“Essere o non essere, questo è il problema…”, scrisse qualcuno anni or sono. No, non sono qui per lanciarmi in un articolo su Shakespeare, come molti potrebbero pensare visto l’incipit.

Sono qui, invece, per parlare dell’amletico dubbio che tutti noi studenti, matricole e non, abbiamo dovuto affrontare durante gli anni dell’università: è possibile lavorare e continuare ad avere un buon rendimento scolastico?

Per rispondere a questa domanda partirò con il raccontarvi la mia esperienza, in modo tale, magari, da darvi una risposta il più esaustiva possibile.

Lavorare e studiare insieme?

Sono una studentessa al primo anno di comunicazione d’impresa, il mio sogno è quello di lavorare nell’area marketing, in una solida realtà aziendale.

Ho seguito le lezioni da ottobre a fine dicembre, trascorrendo intere giornate in facoltà, riempiendo quaderni con appunti e studiando durante i fine settimana.

Al momento siamo nel famigerato periodo di esami… tutto ciò vuol dire un’unica cosa: studiare, studiare e studiare!

Levatacce, giornate chiuse nella biblioteca di turno, ripassi serali prima di andare a letto, libri e quaderni consumati a furia di sottolineare e sfogliare.

Se la vita universitaria si riducesse “solo” a questo, non ci affanneremmo di certo a chiederci ogni giorno se forse non sia il caso di dedicare il nostro tempo anche a quella famosa attività che corrisponde al nome di “lavoro”.

Perché, in fondo, tra tasse universitarie, abbonamento alla metro, pranzare fuori casa o permettersi semplicemente un’innocente birra nel fine settimana, COSTA!

LEGGI ANCHE: In Italia 50% dei diplomati all’università. 1 su 3 fa lavoro diverso dagli studi

Lavoro e università possono, e devono, andare d’accordo

Un consiglio che quindi posso darvi è si, il lavoro è fondamentale, non solo a scopi economici ma anche per l’esperienza che potreste guadagnare.

Vi assicuro che sapersi muovere nel mondo del lavoro non è da tutti.

Ci iscriviamo e restiamo nel mondo ovattato dell’università per molti anni, abbiamo a che fare con docenti che impartiscono lezioni e apprendiamo il sapere.

Una laurea, però, non ci prepara al dopo… purtroppo!

Una volta lasciato il mondo universitario abbiamo un’altra realtà da affrontare: quella dei colloqui di lavoro, che possono essere frustanti ancor peggio di una bocciatura, quella di doversi rapportare a gente adulta e, con appunto, ESPERIENZA.

I neolaureati vengono guardati spesso come persone che, nonostante gli anni trascorsi a studiare, ripartono da zero; non tutti hanno la fortuna di trovare un’azienda che è pronta ad accoglierli e formarli sull’ABC del lavoro.

Quindi, ragazzi, posso dirvi che lavoretti durante gli anni universitari quali hostess, promoter, cameriera (questi sono solo esempi del tutto personali ma ci sono anche altre mille attività a cui potete dedicarvi), non faranno altro che accrescere in voi sicurezza e propensione a rapportarsi con qualsiasi tipo di personalità.

Rafforzerete le vostre abilità nel lavoro di squadra, magari potreste imparare a lavorare in un ambiente competitivo, fatto di gente non del tutto rispettosa con gli altri.

Insomma, la cultura deve andare di pari passo con l’esperienza.

Una volta raggiunto l’agognato traguardo della laurea, non avrete solamente un certificato e una corona di alloro ma anche un bagaglio di esperienze che vi faranno sentire completi e pronti per affrontare un mondo nuovo, fatto non solo di libri e professori!

LEGGI ANCHE: Prendere una laurea costa: quanto spendono d’affitto i fuorisede?