Studente fuorisede lo diventa chi, un bel giorno, impacchetta tutte le sue cose e decide di andare a vivere in un’altra abitazione, che non è quella dei suoi genitori.

Se ti prendi un appartamento proprio a fianco a loro, direi che non vale.

Quando vieni fregiato del titolo di studente fuorisede ti si pongono davanti subito una serie di “grane”, “seccature”, oneri quotidiani.

Dimenticatevi pure la cena pronta, il frigo pieno, il bucato fatto, le camicie stirate, le giacche appese. Basta, addio per sempre.

Vi toccherà pagare le bollette e avere a che fare con la proprietaria dell’appartamento isterica, la quale pretenderà che paghiate l’affitto ogni mese con una ferrea puntualità (inaccettabile); e il vostro migliore amico diventerà ben presto il kebabbaro sotto casa.

Ma non farà sempre tutto così schifo.

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La nuova vita da studente fuorisede

Trascorso un ragionevole lasso di tempo, quello che vi servirà per adattarvi a queste condizioni di profondo disagio, ecco che inizierete a beneficiare dei frutti del vostro “lavoro” e a godere di quella cosa tanto anelata nota come indipendenza.

Adesso hai la tua camera, quella che non dovrai più dividere con tuo fratello/sorella, la tua chitarra lì nell’angolo da strimpellare quando torni confuso dalle tue notti alcoliche, Robert Plant che troneggia sulla parete dietro al tuo letto per guidare dall’alto ogni tua scelta, l’accurata divisione dei libri universitari dai Dylan Dog (non sia mai che gli uni possano contaminare gli altri), il pc acceso, il tuo equilibrio.

Ma proprio quando credevi di aver raggiunto il nirvana accade un evento che non avevi previsto: tua mamma decide di raggiungerti per trascorrere con te un tot di tempo, tempo che non definisce perché pensa bene di prenotare il biglietto di andata, ma non quello del ritorno.

Ci sono alcune cose che comincerai a notare pian piano e che ti riporteranno alla mente il motivo per il quale, a 19 anni, hai riempito il tuo trolley e sei fuggito di casa.

I tuoi capi non saranno mai abbastanza bianchi

Tua madre ti costringerà ad acquistare il detersivo che tira via le macchie ostinate, quello che sbianca, quello che lucida, quello che “non c’è bisogno del risciacquo”. Non hai mai dedicato così tanto tempo alla rimessa in sesto dei tuoi capi. Al massimo facevi una capatina in Via Torino e via.

Hai sempre vissuto in un letamaio

Eppure eri convinta di aver lucidato casa e anche piuttosto discretamente. Cose che mai lontanamente avresti pensato che potessero essere pulite, lei le pulirà. L’interno del termosifone in estate, ad esempio.

Tante domande

Lo fanno tutte le mamme, ok. Ma la tua lo fa di più. Il suo cavallo di battaglia è: “hai mangiato?”; impossibile sfuggirgli. Ma non solo, lei chiede se possiedi in casa le cose più impensabili. Ti domanda dove si trova il tritatutto o l’utensile per tagliare a julienne le verdure. Cioè, lo studente fuorisede a casa c’ha due tazzine di caffè e il cavatappi, tutto il resto contribuisce ad aumentare l’inquinamento ambientale perché è di plastica.

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La passeggiata in metropolitana

Tua madre in metropolitana passeggia perché non ha ben capito che se indugi anche solo un secondo sui tuoi passi o sbagli a incrociare piede e ti fermi, una fiumana impetuosa di persone sarà li’ pronta a travolgerti, noncurante del fatto che sì, esisti anche tu.

La raccolta differenziata

Perché gliel’hai spiegato tante volte: no, non puoi gettare tutto nella stesso sacchetto, arriva al condominio una multa grande quanto il bambino americano che fa la pubblicità ai fast food. Niente da fare. A questa c’hai rinunciato tempo fa. In fondo non l’hai capito manco tu dove cazzo va buttato il polistirene.

Guardare un film insieme

Capita la serata in cui non esci e allora decidi che è arrivato il momento di iniziare tua madre alla visione di qualche buon film. Lo scegli accuratamente, ti sforzi di venire incontro anche ai suoi gusti e lei che fa? Inizia a commentare tutto indistintamente, per poi terminare dicendo: “ma a che ora finisce? Perché c’è l’ultima puntata de Il Segreto”. E tu collassi direttamente.