Nuovo successo per la ricerca dell’Università Statale di Milano, unico ateneo italiano ad aggiudicarsi 2 Consolidator Grant assegnati dall’European Research Council per il bando 2017.

I due progetti premiati appartengono ai settori delle Life Sciences (unico progetto italiano vincitore) e delle Physical Sciences and Engineering.

I due premiati della Statale di Milano

Francesco Ficetola, zoologo del dipartimento di Scienze e politiche ambientali, ha ottenuto il Consolidator Grant per il progetto sulle conseguenze del ritiro dei ghiacciai.

Nelle zone in cui si sono ritirati i ghiaccia si crea nuova vita nel giro di pochi anni, lasciando spazio a praterie e foreste.

Lo studio utilizza una nuova tecnologia, il dna ambientale: ogni volta che un organismo entra in contatto con l’ambiente lascia una traccia del suo dna.

A partire dal suolo dell’ex ghiacciaio con questa tecnica si studierà il profilo degli organismi che vivono sopra e sotto il suolo.

L’obiettivo è capire cosa succede dopo il ritiro dei ghiacciai e qual è il futuro delle montagne.

Il Grant ERC attribuito a Paolo Stellari, docente di geometria del dipartimento di Matematica “Federigo Enriques”, si colloca nell’ambito della matematica pura, a cavallo tra la geometria e l’algebra.

Il progetto si compone di due parti: la prima tratta lo studio delle proprietà geometriche di alcune varietà tramite strumenti algebrici, mentre la seconda indaga alcune questioni aperte da anni che riguardano congetture fondamentali, sempre a cavallo tra algebra e geometria.

I risultati attesi possono avere ricadute nell’ambito della geometria e della fisica teorica.

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La Statale raggiunge quota 20 premiati

Inoltre, con l’attribuzione del Grant a Ficetola e Stellari diventano 20 i ricercatori premiati da ERC in Statale.

“L’Università Statale di Milano conferma quindi il suo ruolo centrale nella ricerca internazionale e nello sviluppo della scienza”, commenta il Rettore Gianluca Vago.

“Siamo orgogliosi del fatto che rappresentiamo l’Italia nel settore delle scienze della vita con un valido giovane ricercatore che abbiamo reclutato dall’estero e che opera in un nuovo dipartimento istituito quest’anno”.

“Devo d’altra parte osservare, purtroppo, che questo stesso dato conferma la necessità di uno sforzo di sistema per aumentare l’attrattività del nostro sistema di ricerca”.

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