Sono nella mia amata, bellissima Puglia solo da 24 ore è già ho assaporato i tipici piaceri di casa. Per quelli che come me, sono nati giù e che magari sono rimasti al nord per Pasqua questo è un piccolo scorcio nostalgico (o meno) di casa. Per tutti gli altri, saltando ulteriori induci e tralasciando iperbolici preamboli, ecco le dieci cose tipiche che troverete, se andate al sud:

1) TEMPO

Al sud il fattore tempo si neutralizza, si dissolve per sempre. Le ore tra le due e le cinque in realtà non esistono. Sono solo un’invenzione dei media. Le ore di lavoro medie, soprattutto per gli esercizi commerciali vanno dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20, qualcuno anche 21. Se decidi di fare una passeggiata dopo pranzo ti imbatterai in una città fantasma. D’altronde chi camminerebbe dopo 100 grammi di lasagna, un piatto di caponata e il tiramisù della nonna?

2) SPAZIO

Anche lo spazio è un concetto pregno di asciutto minimalismo. Tutto è vicino (e per vicino intendo raggiungibile a piedi) ma tutti prendono la macchina o l’autobus per raggiungere i posti. Anche solo per due isolati. “Mo fino là devi andare?” e poi scopri che sono dieci minuti a piedi scarsi. Non vedere la metropolitana è un piacere come pochi.

3) TERMINI

Se vai al bar e chiedi la brioche ti guardano come se fossi straniera. Una volta mi hanno addirittura chiesto se lo fossi e io, chiamandomi Nicole, ho millantato di essere parigina d.o.c. Al bar al massimo si chiede il cornetto, quello che a Milano si compra invece dal fruttivendolo. L’ortolano diventa il fruttivendolo, il sacchetto la buste e un caffè un marocchino. Le o chiuse e le a aperte sono poi come il cacio sui maccheroni, non puoi non mettercele.

4) TUTTI AMICI

La particolarità peculiare del vivere giù è che in un modo o nell’altro sono tutti amici. Ma non nel senso che si conoscono tutti, è più una questione di appeal. Sono tutti dei social nati, Vai dal panettiere e fai una chiacchiera, dal macellaio, in merceria, in fila alle poste. Tutti sono abilissimi ad attaccare bottone con perfetti sconosciuti e alla fine poi ci si ritrova ad essere, o per lo meno a sembrare, tutti amici.

5) COMMESSE

Il ruolo della commessa al sud prevede più mansioni. Al contrario delle colleghe milanesi loro devono anche: allestire le pareti e le vetrine, fare gli ordini, ordinare il magazzino, sballare i colli, lavare i pavimenti e poi alla fine, molto alla fine, servire i clienti. Per alcune è un sopruso mai finito. Mai sia gli chiedi quella gonna sul manichino o una taglia non esposta. Te la prende, ma con occhi da serial killer.

6) TRAFFICO

Guidare a Milano è uno strazio ma al sud è mera follia. Un solo pelo sullo stomaco non ti basterebbe per affrontare la giungla urbana del meridione. Tutti si mandano a stendere da una macchina all’altra per un secondo in più speso davanti al verde di un semaforo. Per fortuna poi hanno inventato il clacson. Io li sento suonare sono quando sono giù, a Milano dimentico completamente il suono che hanno.

7) PARCHEGGIARE

Parcheggiare al sud significa: fermare l’auto. Ovunque essa si trovi. Magicamente poi si creano anche seconde o triple file per le strade, dove mariti annoiati aspettano le mogli che finiscono la visita dal dentista o che prendono i bambini a catechismo. Anche sul parcheggio vige una disarmante e inqualificabile anarchia.

8) CIBOLANDIA

La vita giù non è scandita dalle ore ma dal cibo. Non c’è mattina, pomeriggio, sera ma c’è colazione, aperitivo, pranzo, merenda, aperitivo, cena, dopocena. Non ci si incontra per andare al teatro o al vernissage, ma per andare a mangiare. Torni sempre con almeno due chili in più e a cavallo di una ruota di pane grande come un disco volante.

9) PIOGGIA ACIDA

Quando piove tutto si blocca. Sembra un clichè ma solo chi viene da giù lo sa bene. Bastano due gocce e si scatena l’inferno di macchine per le strade, soprattutto davanti le scuole. Guai che i bambini prendono due schizzi e le mamme si rovinano la piega del venerdì. Sarà pioggia acida quella che scende dal cielo?

10) CLIMA

La parte più bella del vivere giù che quelli del sud non hanno ancora imparato ad apprezzare. Hanno un concetto di temperatura anni luce lontano dai settentrionali. Se chiedo a mia mamma che tempo fa e mi risponde che fa freddo so per certo che in valigia potrò mettere tranquillamente il trench. Loro usano il piumino due mesi l’anno e l’estete dura in media da metà aprile a metà novembre.