Ma le vacanze pasquali possono davvero essere considerate “vacanze”? Forse sono solo una specie di brevissimo apostrofo ciccione tra le parole “C’ho gli esami”.

Eppure ogni studente, fuori sede e non, ha le sue buone ragioni per aspettarle.

Condivido con voi una Top5 di un utente di Fivhter  con cui mi trovo totalmente d’accordo e provo a completare la sua classifica argomentando i 5 motivi da lui proposti:

1) LA SOSPENSIONE DELLE LEZIONI

Ogni giorno in cui è possibile starsene a casa, lontano da libri e professori, è un giorno buono. E anche se la pacchia dura solo una settimana, tanto di guadagnato.

2) SPRING’S COMING

La bella stagione è alle porte e si vede. È un ottimo momento per dare il via alle gite fuori porta. Sempre che non abbiate troppi esami da recuperare.

3) I DOLCI DI PASQUA

Sarà che abbiamo preso alla lettera l’invito a tenere in vita il “bambino dentro di noi”, ma il richiamo delle uova di Pasqua è forte, fortissimo. Ti guardano dagli scaffali del supermercato con i loro occhioni dolci implorandoti di portarli via con te. Una volta a casa si spogliano del loro involucro argenteo come neanche Bar Rafaeli saprebbe fare, ti inebriano con il loro dolce profumo e da ipocaloriche sirene quali sono, ti costringono a tuffarti nel loro mare di saccarosio, oltre che nel tuo personale lago di sensi di colpa perché stai mandando all’aria la dieta. A dar manforte alle Uova ci pensano colombe, paste e dolciumi regionali d’ogni sorta. #SweetsAttack

4) IL PRANZO DELLA NONNA

Da Aosta a Caltanissetta il motto è solo uno: mangiare come se non ci fosse un domani. Nonna, più invecchi e più diventi brava ai fornelli. Perché non prendi la mia ragazza come stagista?

5) SPACCARSI AMMERDA A PASQUETTA

Si parte sempre con i migliori propositi: ”Quest’anno non esagero!”, poi, già alle 15.00 si è conciati peggio di uno zombie di The Walking Dead. Il vero problema sta nel fatto che il giorno seguente è già tempo di tornare nel mondo reale, perché le vacanze son finite. E dopo una Pasquetta devastante si torna alla routine con una pessima cera e i postumi ancora da smaltire. Ma chi se ne frega: siamo giovani ed abbiamo il diritto di spaccarci. O è ora di smetterla? Ai post(umi)eri l’ardua sentenza.