Il conto alla rovescia per l’estate è iniziato e già si inizia a sentire aria di vacanza. Qualcuno, infatti, è già stato avvistato su spiagge e bordi lago spaparanzato al sole.

Due sono le cose: o sono abili ad usare Photoshop, oppure è ufficialmente iniziata la corsa all’abbronzatura.

Cosa eliminare dall’estate

Del periodo estivo amiamo tante cose: le vacanze, il mare, il relax, gli aperitivi al tramonto, i flirt mozzafiato, gli abiti leggeri, le scarpe aperte, l’odore di barbecue misto alla citronella, il cibo leggero, i gelati.

D’altro canto, sono tante le cose che proprio non sopportiamo, tipo le zanzare, che a Milano sono grandi come fenicotteri, l’afa o la sessione di studio estiva.

A tutto ciò si sommano, inoltre, tutte quelle cose orribili che dovrebbero essere eliminate per sempre dall’immaginario collettivo dell’estate:

1) I TACCHI IN SPIAGGIA

Assolutamente vietati a meno che tu non debba usarli per fare il buco per l’ombrellone. Va bene la zeppa se siete sul lido a sorseggiare moscow mule o in barca spalmate come triglie, ma lo stiletto sulla sabbia anche no. La donna di classe ha la flat in spiaggia.

2) LA BORSA FRIGO

Magari quella trashissima presa con i punti all’Esselunga, quella color fluo catarifrangente, ripiena di ogni leccornia supercalorica che in spiaggia è indicata come un Moncler a Copacabana. In alcune spiagge del sud l’odore della parmigiana supera di gran lunga quella della brezza marina.

3) IL SEGNO DELL’ABBRONZATURA

Ci vuole anche furbizia nella vita care le mie sgallettate. Siate strategiche, prima la fascia e poi il triangolo. Che brutti quegli stancil sulla pelle fine giornata, sembrano carte da parati per le nursery. Poi vincono l’oscar allo scempio infinito le abbronzature da camionista e da sciatore, le prime prevedono un’abbronzatura solo del braccio, le seconde sfoggiano visi paonazzi con una bella montatura bianca di occhiali trompe l’oeil.

4) LO SLIP BIANCO SUGLI UOMINI

Se sei David Gandy lo puoi fare, In sostanza, se stai salendo su un gommone pronto a braccare Bianca Balti con sguardo famelico va bene, ma se ti chiami Mario ed entri in ascensore solo se alzi le braccia o hai gambe secche come i tubi della caldaia allora lascia perdere. Poi il contenuto maschile traballante, che sia in risacca o da guinness da primati, non è mai un gran bel vedere.

5)  IL SANDALO DI GOMMA

Meglio conosciuto come ragnetto, è stato l’incubo delle nostre estati d’infanzia, riproposto ahimè anche quest’anno. Anche grandi brand hanno avuto il barbaro coraggio di propinarcelo nelle collezioni della PE. Ma perché evocare incubi del passato? Mia mamma mi rincorreva per casa per farmeli mettere, quelle gabbie da piede di plastica che ti lasciavano sempre bruttissimi segni dell’abbronzatura. Farebbe schifo anche a Spiderman, quindi risparmiatecelo.