Quando andavo all’università io, campavo con una “paghetta” che i miei genitori mi accreditavano mensilmente.

I primi giorni vivevo da nababba. Riempivo il carrello al supermercato (stazionavo anche al reparto pescheria e carne di prima scelta) andavo a mangiare il sushi due volte a settimana, a fare shopping un giorno si e uno pure, a ballare tutti i venerdì e domenica.

L’ultima settimana però era tragica, qualche volta ho meditato addirittura l’elemosina davanti al Duomo.

Iniziando a lavorare ho cominciato a dare il giusto valore ai soldi e a calibrare correttamente le entrate e le uscite del mio mese.

Tuttora però a volte capitano i periodi di crisi, quando la bolletta è salata o devo far riparare lo scaldabagno rotto (perché le disgrazie capitano tutte nello stesso mese) ed è allora che penso alle

Strategie dello studente squattrinato

1) SIGARETTE

All’inizio ti potranno sembrare dei nuovi “alternativi”, in realtà sono semplicemente comuni studenti senza una lira approdati nel favoloso mondo del drum. Li riconosci da un miglio perchè incapaci di rollare e con tutto il tabacco perso in giro potevano comprarsi un pacchetto da dieci. I peggiori di questa categoria però sono gli scrocconi.

2) CAFFE’

Lo studente squattrinato smette di andare al bar a bere il caffè. Se ci va, lo fa con qualcuno che sa per certo glielo offrirà anche se lui farà sempre la parte di volerlo fare lui. Il resto dei caffè ingeriti provengono dalla macchinetta o dal thermos portato da casa.

3) CIBO

Tendenzialmente lo studente senza grana non va a mangiare fuori e se lo fa è solo per andare in posti per l’aperitivo dove mangi tantissimo a costo davvero irrisorio. I drink diventano cicchetti, gli alcolici diventano un’acqua tonica e a pranzo solo un toast. Molti di loro giustificheranno queste scelte dicendo che sono a dieta. In ogni caso si passa al punto successivo.

4) SPESA

L’Esselunga è posto per ricchi. Lo studente senza soldi va a fare la spesa al discount e naturalmente mette nel carrello solo le grandi offerte della settimana, prodotti sconosciuti ma che costano pochissimo e pacchi convenienza super formato.

5) SERATE

Smette di andare a bere il drink prima di andare a ballare ma inizia a preparasi bottiglioni di gin lemon o vodka lemon (lemon del discount ovviamente) che berrà a casa con gli amici. Va alle serate free entry o si piantona dalle undici e mezza per riuscire ad entrare con un omaggio. Il cinefilo invece, in periodo di crisi, si trasforma in hacker in cerca di streaming.

6) MEZZI

L’idea di prendere la macchina o il motorino è pura utopia. Per qualcuno anche il biglietto dell’autobus o addirittura l’abbonamento alla metro equivale ad una spesa esosa, al massimo ne compra uno e staziona vicino l’obliteratore tutto il tempo della corsa per timore del controllore. Quindi inizia a muoversi con la bicicletta se non addirittura con la vecchia e famosa pedovia.

7) LIBRI

I libri non si comprano, soprattutto in tempi di magra. Anche se fosse l’enciclopedia Treccani, deve essere tutto rigorosamente fotocopiato. C’è chi fotocopia le fotocopie braccando fuori dalle aule chi l’esame l’ha appena fatto oppure, i più fortunati, le fotocopie se le fa prestare.

8) SHOPPING

Questo punto riguarda piuttosto le ragazze. Le studentesse senza cash vanno a fare shopping solo da H&M e scelgono i capi più low cost nelle pareti del prendi 2-butti 3. Le più raffinate comprano nei mercatini del vintage o dell’usato.