Ragazzi e ragazze che sognano di fare gli influencer, come i miti che seguono ogni giorno sui social network.

Pubblicano foto su Instagram, caricano video su Youtube, tentano una carriera sul web affascinati dalle vite e dai soldi di chi ce l’ha fatta.

Nel beauty, nella moda, nel fitness: la foto giusta, una caption che attira, il profilo curato e il gioco è fatto, pensano. Ma si lanciano sul web senza formazione, strategia ed esperienza.

“Improvvisano, sono privi di consapevolezza, non hanno una visione: non è così che si crea un business che dura nel tempo”.

LEGGI ANCHE: Vuoi fare uno stage in Rai? Ecco come con Rai Porte Aperte

Salvatore Aranzulla e la sua opinione sui nuovi influencer

Salvatore Aranzulla è molto critico nei confronti di quei giovani che, dalla sera alla mattina, vogliono fare gli influencer. E che puntano a vivere di questo.

Detto da un guru del tech, che ha fondato e gestisce il 29° sito più visitato in Italia, forse è più di un’esortazione a cambiare modo di ragionare.

“Magari ti può andar bene nel breve periodo: ti becchi qualche prodotto omaggio, vai alle feste e agli eventi gratis, ti costruisci anche una certa popolarità con l’auspicio di incassare dalle sponsorizzazioni, ma poi mettiamo che cambia l’algoritmo e i tuoi post non si vedono più? Che cosa fai?”.

È un mestiere difficile, non si può farlo pensando di vivere alla giornata. “Deve essere gestito come un’impresa, con una struttura, clienti, staff e collaboratori esterni, contratti”. E lui di business digitale ne sa qualcosa.

Decidere di fare lo youtubber o l’influencer su Instagram abbandonando scuola e/o università “è una follia“. Sbagliano a puntare tutto su una strada complessa, che può rivelarsi una chimera, abbagliati dal successo di quei pochi che, con cognizione e metodo, sono riusciti a costruirsi una carriera e ad arricchirsi.

“Se poi Youtube cambia l’algoritmo o per qualche altro motivo finisce che non puoi più monetizzare i tuoi spazi pubblicitari, cosa fai?”.

fonte: Business Insider Italia