I requisiti per riuscire bene in un esame sono tre: una fortuna amica, una preparazione decente, essere chiamati dagli assistenti giusti.

Perfetto contorno a queste giornate, ormai inaffrontabili, sono proprio questi ultimi; quelli “col coltello dalla parte del manico” che, come il professore stesso, contribuiscono alla laurea così tanto da farcela sudare almeno un pò.

Tratto distintivo eletto all’unanimità è il guardaroba: ci chiediamo con quale poca attenzione ciascuno di loro apra l’armadio la mattina.

Grande pretesa sull’abbigliamento curato da parte degli studenti e poi loro si presentano in aula col pantapareo.

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Le categorie di assistenti

  • Assistenti silenziosi e taciturni

“Sì, perché secondo mia madre ho la tendenza ad aprirmi poco con gli sconosciuti, per non parlare del fatto che i cereali stamattina erano piuttosto stoppacciosi e che odio togliere il grasso dal prosciutto crudo”.

Potrete dire quello che vi pare, anche incentrargli una domanda sullo scopino del cesso, ma loro vi fisseranno col fare assorto di chi se ne sbatte poco e, se siete fortunati, gli unici suoni provenienti dalla loro bocca saranno i sospiri emessi;

  • Assistenti che sostengono l’esame al posto tuo

C’è il complesso di Edipo, quello di Peter Pan e quello dell’eterno studente.

Non pienamente soddisfatti della loro precedente carriera scolastica, cercano di distinguersi guadagnandosi il successo sperato, 30 e lode sulla fiducia;

  • Assistenti che non hanno scordato il passato

“Io l’ho sostenuto prima di lei questo esame”, “non dovrei essere io a rispondere alle domande, ho già dato qualche anno fa”, “beh posto che io la laurea l’ho già conseguita mi aspetto che adesso sia lei a guadagnarsela sostenendo questo esame”;

  •  Assistenti giovani

Devono riscattare gli anni d’oro buttati sui libri. Freschi di laurea e d’età, alcuni di loro sembrano nemmeno disporre della barba ma riescono lo stesso ad avere una considerazione imbarazzante delle vostre capacità;

  • Assistenti giovani e comprensivi

“Dio ti prego voglio capitare con lui/lei”. Mai stati avvezzi alla preghiera ma, pur di beccare il docente buono come il pane, siete disposti ad imparare su due piedi come si recita il rosario.

I giovani e comprensivi sono talmente amichevoli che oltre a sorridervi vi trattano anche come persone normali: pensate un po’ che cosa strana;

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  • Assistenti con tantissima voglia di lavorare

L’interrogazione si costruisce nel giro di pochi minuti. Non solo sembrano carenti di domande ma, solitamente, l’ascolto è pressoché nullo.

Tra questi gli sfegatati giocatori di Candy Crush e quelli che non rinunciano a Whatsapp nemmeno in sede d’appello.

Quelli pudichi nascondono lo smartphone sotto il tavolo, i più temerari ve lo propongono davanti agli occhi senza vergogna. Spesso fumatori, ogni scusa è buona per lasciare vuoto il pacco di Marlboro rosse (e per darsela a gambe);

  • Assistenti abbronzati già a maggio

Capita, non di rado, di farsi domande sulla vita personale di un docente; capita di cedere alle ricerche avanzate a riguardo e succede di chiedersi cosa effettivamente facciano gli assistenti in tempi che non concernano esami e simili.

A detta di svariati esperimenti gli assistenti non fanno una mazza ed è per questo che, a maggio hanno già il colore del Marocco sulla pelle. E quindi sono ancora più stronzi;

  • Assistenti marpioni

Una categoria che si cuce perfettamente addosso agli uomini. Instancabili farabutti, ci provano anche in sede d’esame.

Li riconoscete dall’occhio arzillo nel momento in cui si accorgono di dover interrogare una donna, nella maggior parte dei casi figa ed appariscente.

Felici come se non vedessero due tette dall’età della pietra, è 30 politico a tutte quelle che ritengono abbiano del potenziale (in testa, o sulle chiappe);

  • Assistenti in cerca di maschi

Categoria opposta alla precedente. Sfatiamo il mito che le donne non sono allo stesso modo sfacciate e marpione.

Si tratta di assistenti per lo più giovani alle quali manca la sicurezza di un uomo in cucina, o forse nel letto.

Respingono tutte le femmine citate in appello e promuovono con leggerezza tutti i possibili eredi al trono, quelli con la faccetta vispa, il capello fluente e il paraculismo nel sangue;

  • Assistenti troppo arrabbiati

Quelli troppo incazzati anche per farti due domande. Solitamente bocciano in tronco senza darvi possibilità di scelta.

Egocentrici quanto basta, difendono la loro reputazione con fuoco e fiamme; il voto più alto a cui abbiano mai dato voce è senz’altro un “tiratissimo” 19;

  • Assistenti paraculo

Ambiscono alla cattedra e, nel frattempo, sono disposti anche a stirare le camicie dei docenti ultrasettantenni pur di esserne nominati legittimi successori. Tenaci.

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