Welcome Spring! La primavera è arrivata, le giornate si allungano sempre più e il grigiore invernale lascia spazio a tonalità ben più colorate.

Purtroppo, però, dal punto di vista degli universitari la primavera è il periodo perfetto per imprecare in tutti i dialetti conosciuti.

Un periodo tanto amato da poeti e sognatori, che però sembra non sortire gli stessi sentimenti positivi sugli studenti.

Ecco qualche altro motivo per cui uno studente universitario non va proprio matto per l’avvento della primavera.

L’ora legale

Uno dei primi sintomi della bella stagione ha fatto irruzione nella vita di tutti… ma abituarsi a lei è indubbiamente un’impresa difficile.

L’ora legale si è impossessata persino della sveglia: ecco perché le lezioni sembrano arrivare troppo presto.

Come se non bastasse, quelle lunghe ore di lezione pomeridiane sembreranno infinite e metteranno a dura prova la tua pazienza.

Allergie e pollini

Per andare a lezione, o il più delle volte per non andarci, la passeggiata può diventare molto molto fastidiosa.

Se sei allergico, è finita.

Sai già che quell’orgia di pollini si dirige proprio nella tua direzione e che non ti lascerà scampo!

Se invece non sei allergico, oltre a ritenerti parecchio fortunato, preparati ad assistere al festival dello starnuto e dello scambio illegale di microbi.

Caldo di primavera e cambio stagione

Non si è ancora pronti al cambio stagione… per cui, con la primavera, o sentirai ancora freddo o sentirai caldo!

Inizieranno inesorabilmente le prime pezze di sudore che ti faranno sentire non poco a disagio e che, a volte, porteranno con sé fastidiosi strascichi quali raffreddori e noiosissime febbriciattole.

Il mondo femminile, invece, subirà un vero e proprio cataclisma capace di far impazzire la ragazza più paziente: la depilazione!

E già, con l’avvento della primavera si inizierà sempre più spesso ad avere a che fare con cerette, rasoi, creme depilatorie e un pizzico di dolore.

L’immensa voglia di dormire

Dal momento in cui metterai piede a terra, fin quando appoggerai nuovamente la testa sul cuscino, corpo e mente saranno pervasi da un’infinita voglia di sprofondare nuovamente nel tuo amato letto.

Tutto ciò influirà, e non poco, sulle tue attività giornaliere.

Se queste, però, si riducono a lezioni e turni stressanti di studio, la tua palpebra diventerà del tutto incontrollabile.

Facebook, Instagram & Co.

Mentre sei in biblioteca, in aula o in camera tua, a fissare in maniera compulsiva il libro o gli appunti della collega, Facebook e similari saranno i tuoi peggiori nemici.

Sblocchi il tuo smartphone, poggi il tuo ditino sull’icona di Facebook o su quella di Instagram… ed è in quel preciso momento che inizia il rodimento!

Istantanee di bella vita al parco, in spiaggia, piedi a mollo, fiori, baci, mari e laghi che la metà basterebbero!

Insomma, mentre vorresti tagliarti il ditino autore di tutto questo rodimento, fai il procedimento opposto: chiudi l’applicazione, spegni lo smartphone e inizi nuovamente la tua contemplazione.

Tra pensieri di esami, ascella pezzata, starnuti primaverili e tanto tanto sonno!