Le università si vestono di “principianti”, tanti piccoli temerari che nel linguaggio comune chiameremo matricole.

Si gettano a capofitto in quella strana e poco conscia cosa chiamata studio, per progettare sui libri un rassicurante futuro nelle friggitorie del McDonald’s.

È difficile capire cosa smuova l’animo di un diciannovenne e soprattutto cosa questo creda di affrontare una volta inoltrata l’iscrizione al primo anno di corso.

Chi di noi non ha sognato una vita universitaria almeno affine a quella americana, una di quelle che guardiamo con dichiarato stupore in tv.

Di questa, della “collage life” non c’è nulla, neanche l’ombra di un Dawson Leery per amico, di un festino iconico o di una confraternita ALFABETAGAMMA perché, di greco, c’abbiamo solo lo yogurt.

Vita da matricole

Qualche consiglio da chi l’ha affrontata, da chi ha seguito le frecce dell’area matricole, e ancora non l’ha trovata.

AMBIENTARSI

Avrete evidenti difficoltà di spazio; né la geometria, né la metrica latina che avete fatto vostre al liceo vi aiuteranno a gestire i grandi ambienti dell’università.

All’inizio vi sembrerà più facile imparare a fumare la pipa che incrociare i distributori automatici per comprare l’acqua. Sorridete, siate cordiali.

NIENTE PAURA

Camminate fieri! petto rigonfio, sempre allerta e, se dovete andare in bagno, fatelo! L’Italia non vuole la vostra vescica timida sulla coscienza.

ALLA RICERCA DELL’AULA

Tutti i campus constano di una serie infinita di aule, da qui a Panama. Piantina alla mano e niente angoscia da primo giorno di asilo senza mamma e papà, ché al massimo l’aula che cercate si trova in un’altra sede, magari lontana 10 km, ma magari più carina.

Inoltre vi sveliamo un segreto fresco fresco di creazione: chiedere informazioni è un gesto piuttosto semplice, non sopravvalutatelo.

ATTENZIONE ALLE PERSONE CATTIVE

Camminate molto velocemente in prossimità degli ingressi perché, nella maggior parte delle strutture universitarie, il male si accovaccia in agguato: associazioni non riconosciute di dubbia beneficenza, corrispondenti dell’UNICEF cinese, testate giornalistiche emergenti di carattere politico.

Sì, ok vogliono da voi solo 2 o 3 euro per cause pressoché sconosciute; se ne siete addirittura convinti dateglieli senza pensieri ma NON LASCIATE LORO IL NUMERO DI TELEFONO perché è più facile diventare ricchi sbattendo le palpebre che liberarsene.

Noi ce li siamo fatti amici, ci incontriamo per l’aperitivo o per la merenda e, spesso, gli chiediamo di donare qualche spicciolo per tutti gli indifesi batteri di Como.

STUDIO

Affrontate i primi tempi di “lavoro” cercando di capire quale sia per voi il metodo di studio ideale e, se non doveste riuscire a capirlo in fretta, non preoccupatevi!

C’è chi al quinto anno di corso trascorre il pomeriggio sul web a cercare modi di concentrazione più idonei a quelli già sperimentati.

Il primo esame non aspettatelo imbranati nell’angolo: socializzate che non è mai troppo tardi per diventare umani. Fate domande al vostro vicino di sedia, anche se significa strappargli informazioni sulla pinzetta per le sopracciglia.

PAUSA PRANZO

Probabilmente vestirà i panni di un momento difficile; valutate la probabilità che i primi pasti da studente possano svolgersi in solitudine e non lasciate che il timore vi colga impreparati: meglio una cotoletta da soli oggi (a mensa), che un Bounty a mezzogiorno domani.

VITA SOCIALE

Partecipate a più eventi possibili: serate in discoteca organizzate per voi, aperitivi di pari genere e molto altro. Non ve ne pentirete, una birretta ed un gin Lemon non hanno ancora ucciso nessuno!