Il blocco degli esami e lo sciopero dei docenti sono sicuramente i temi che più tengono banco tra gli studenti universitari.

Oltre ad una petizione online, con un titolo che è tutto un programma (“Non sulla pelle degli studenti”), sono tantissimi gli appelli degli studenti di tutta Italia affinché la protesta non rechi loro troppi danni.

Ad oggi, la petizione ha quasi raggiunto le 45mila firme.

Se volete leggere il contenuto della petizione e, eventualmente, firmarla, cliccate qui.

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Blocco esami della sessione estiva

Se per lo sciopero indetto durante la sessione autunnale la risposta degli studenti è stata comunque comprensiva, adesso la situazione è un tantino più incasinata.

E non perché i ragazzi siano contrari alle ragioni della protesta, ma perché stavolta sono a rischio i crediti per le borse di studio.

Tutto questo nonostante le garanzie date dai docenti: chi sciopera, a detta loro, farà saltare solo il primo appello della sessione e ne garantirà uno straordinario sette giorni dopo riservato a:

  • chi deve laurearsi,
  • studenti Erasmus,
  • studentesse in gravidanza,
  • chi ha particolari problemi di salute.

La protesta è stato proclamata da 6.857 professori firmatari e i promotori prevedono un’adesione ancora più alta rispetto agli 11mila docenti scioperanti dello scorso autunno.

Carlo Ferraro, promotore dello sciopero, afferma che lo sciopero è un’arma estrema, poiché è l’unico sistema per farsi sentire dai politici.

“Spero che gli studenti apprezzino la nostra disponibilità ad evitare loro grossi problemi e auspico che ragionino con una logica non di categoria, ma di sistema. Questo sarà un disagio, non un danno“.

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