Sono alluvionata nell’indole, allagata nell’anima. Piove ormai da due giorni a Milano e io nelle scarpe inizio ad avere una nidiata di rane.

Stamattina sono andata a lavoro in motoscafo pensate.

Quando a Milano piove, cioè 360 giorni all’anno, la gente dà di matto. Diventa più cretina di quanto non lo sia già, impazzisce letteralmente. Poi in primavera non ne parliamo, se un giorno ci sono 30 gradi e il giorno dopo grandinano pupazzi di neve. è chiaro che le persone accusino un certo disorientamento.

Tram che rallentano, taxi che aumentano, gente che corre a destra e sinistra terrorizzata manco fosse acido.

In quelle giornate torni a casa con le scarpe inzuppate come frollini della Mulino Bianco e la faccia sfregiata come Edward Mani di forbici, per tutte le ombrellate che hai preso dai passanti in giro per strada.

Ma quel che è peggio, anzi forse un’ombrellata in faccia sarebbe meglio, è vedere gli orrori che si scatenano quando piove.

La cosa che più in assoluto mi fa ridere è la gente che si mette le scarpe di tela. E certo, mi sembra giusto, il Seveso ha straripato e voi vi avvolgete i piedi di rafia. Bravi.

Perchè non vi fate anche un cappello di spugna e un cappotto di scottex?

Ci sono due categorie di persone da pioggia: gli “impavidoni” e i “singing in the rain“.

I primi sono quelli che mettono le Superga per camminare nel pantano, che per me sono gli stessi che vedi a giugno camminare in riviera con gli stivali di pelle.

Gente che ha perso totalmente il lume della ragione. Anzi, della stagione.

Questi mentecatti patentati, decidono di mettere il pantalone a zampa o la gonna lunga alle caviglie. E certo, così che a metà giornata hanno l’acqua alle ginocchia e camminano zuppi come panni appena stesi.

E perchè non mettete anche un bel prendisole? Un abito con strascico? Un sandalo di piume?

Magari bianco, perchè ci sono anche gli impavidoni che si vestono di chiaro.

Ma santa fede, lo sa anche un bambino di tre anni che se ti vesti di bianco quando piove ti infanghi, e a fine giornata sembri un dalmata.

Ma io dico, gli stivali di gomma non vi piacciono? Le cloche in pvc? Gli impermeabili che fa tanto retrò?

Fate come quelli della seconda categoria. I “singing in the rain”, forse anche peggiori dei primi.

Quelli che si sentono tornare bambini quando piove, che mettono tutta la mise completa, galoche, impermeabile, cappello e ombrello. Quelli che sembrano dei pescatori scozzesi.

Magari sono proprio quelli che mettono i kway ridicoli e le galoche prese al Disney Store, quelli che hanno vagonate di frutta e fiocchi stampate sugli ombrelli. Vi prego.