Chissà quante volte vi siete chiesti cosa fa un ambasciatore e cosa bisogna fare per diventarlo.

C’è da dire, comunque, che la carriera da diplomatici non è per nulla semplice e richiede un percorso di studi ad hoc… oltre ad un’ottima preparazione.

Predisposizione per le relazioni internazionali e studio delle lingue sono tra le prerogative principali.

Se volete intraprendere questa carriera, inoltre, bisogna avere le idee chiare in merito e iniziare per tempo il percorso.

Chi è un ambasciatore?

Quando qualcuno dice che un ambasciatore, o comunque un diplomatico, si limita solamente a viaggiare in giro per il mondo, sappiate che si tratta di un giudizio del tutto riduttivo.

Ma chi è un diplomatico? È un funzionario tramite il quale uno Stato intrattiene relazioni internazionali con altri Stati o organizzazioni internazionali.

Si tratta decisamente di un mestiere entusiasmante, con una prospettiva di carriera affascinante ed ampie vedute internazionali.

Quelle dei diplomatici non sono più figure di pura rappresentanza o meri funzionari della burocrazia statale, né semplici portatori dell’interesse nazionale.

Il loro compito è sempre più quello di mediatori, non più esclusivamente in termini politici, ma in una molteplicità di ambiti: per questo, quindi, devono mostrare e dimostrare personalità eclettiche e poliedriche.

Cosa fa un ambasciatore?

Ma quali sono i compiti di un ambasciatore? Vediamoli insieme!

Cercando di “semplificare” il più possibile, egli deve:

  • rappresentare il proprio Paese, e proteggerne gli interessi, presso lo Stato accreditatario;
  • tessere e negoziare rapporti con la classe politica dello stato accreditatario;
  • affrontare e provare ad arginare eventuali situazioni di crisi;
  • promuovere l’immagine dell’Italia, nel nostro caso, all’estero;
  • nei Paesi in cui non è presente un Consolato, esercitare le sue funzioni;
  • studiare problemi politici e commerciali e preparare progetti di cooperazione con i diversi Paesi.

Che differenza c’è con il console?

L’ambasciatore è un rappresentante politico presso un Paese straniero; il console, invece, è un organo dello Stato che svolge le sue funzioni in territorio straniero.

Se ad esempio ci troviamo all’estero, per qualsiasi questione di carattere politico (chiedere asilo) andiamo all’Ambasciata; per questioni che riguardano la vita quotidiana (certificati di nascita, passaporto all’estero, etc.), invece, andiamo al Consolato.

Ricapitolando, quindi, l’ambasciatore svolge un incarico politico, il console un incarico amministrativo.

Inoltre, infine, l’ambasciatore è comunque uno solo per ogni Paese, mentre i consolati possono essere anche di più, in base alla grandezza del territorio in cui si trovano.

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