Home University Guide Chi lavora di più con una laurea magistrale? Medici e ingegneri

Chi lavora di più con una laurea magistrale? Medici e ingegneri

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I dati del XIX Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati mostrano come la laurea continui a rappresentare un investimento contro la disoccupazione, soprattutto nel lungo periodo.

Tra uno e cinque anni, infatti, tutti gli indicatori esaminati:

  • tasso di occupazione,
  • tasso di disoccupazione,
  • tipologia dell’attività lavorativa,
  • retribuzioni,

migliorano sensibilmente per tutti i gruppi disciplinari presi in esame.

Tra i laureati magistrali biennali il tasso di occupazione ad un anno dal conseguimento del titolo è pari al 71%.

Il tasso di disoccupazione coinvolge invece 20 laureati magistrali biennali su cento.

A cinque anni dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione sale all’84%, mentre il tasso di disoccupazione è pari al 9%.

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Con una laurea magistrale alla prova del lavoro

Le opportunità occupazionali sono fortemente differenziate a seconda del percorso di studi concluso.

Superiore alla media, infatti, sono i tassi di occupazione, ad un anno dalla laurea biennale, dei laureati dei gruppi ingegneria (85%), scientifico (84%) e chimico-farmaceutico (82%)

Inferiore alla media è invece il tasso di occupazione dei laureati dei gruppi psicologico (46%), letterario (59%) e geo-biologico (60%).

Parallelamente, ad un anno dalla magistrale biennale, il tasso di disoccupazione è inferiore alla media tra i laureati dei gruppi scientifico (9%), ingegneria (11%) e professioni sanitarie (13%), mentre si attesta su valori attorno al 30% tra i laureati dei gruppi geo-biologico, letterario e psicologico.

Tra uno e cinque anni aumento occupazionale in tutti i gruppi disciplinari

I laureati delle professioni sanitarie e quelli del gruppo ingegneria mostrano le migliori performance occupazionali, con un tasso di occupazione superiore al 90%.

A seguire, i laureati dei gruppi economico-statistico (89%), scientifico (88%), chimico-farmaceutico e architettura (86%, per entrambi).

Di poco inferiore alla media è, invece, il tasso di occupazione tra i laureati dei gruppi disciplinari linguistico,politico-socialeagraria, educazione fisica (tutti intorno all’82%).

Maggiormente inferiori alla media i tassi di occupazione dei laureati dei gruppi psicologico (79%), insegnamento (77%), geo-biologico e giuridico (76%, per entrambi) e letterario (75%): la dimostrazione di come le difficoltà occupazionali non coinvolgano esclusivamente le lauree umanistiche.

Il tasso di disoccupazione, a cinque anni dalla laurea, è pari al 9%; rimane su valori più elevati tra i laureati dei gruppi letterario (15%), giuridico e geo-biologico (14%, per entrambi), insegnamento (13%), psicologico, politico-sociale e agraria (11% in tutti e tre i casi).

Al lato opposto, si trovano invece i laureati delle professioni sanitarie e di ingegneria, il cui tasso di disoccupazione è pari ad un fisiologico 3%; sempre sotto la media, i gruppi scientifico ed economico-statistico (6%, per entrambi).

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