Non sappiamo quasi nulla di cosa accadrà. Il massimo di cui veniamo a conoscenza sono speculazioni sempre diverse, alcune forse esatte, altre forse no, eppure basta questo per farci sperare, per immaginare di ricominciare da dove ci eravamo interrotti.

Ma i nostri desideri potrebbero offuscare una realtà che dovrà necessariamente rivelarsi rallentata: come nelle guarigioni più graduali e caute, ogni passo che faremo sarà ponderato e misurato ma sarà pur sempre un passo.

Potrebbe essere difficile adeguarsi a questo nuovo ritmo di vita, meno frenetico e disinvolto, ma davvero non ci basterebbe, per il momento, anche solo un frammento, un angolino, di quello che avevamo prima?

Approfittiamo di quello che possiamo fare senza abusarne, sogniamo e prendiamoci cura di noi stessi con quello che abbiamo a disposizione.

Come affrontare la fase 2 con un libro: qualche consiglio

Chissà se qualche buon libro, nel suo piccolo, non possa aiutarci a superare le nostre difficoltà personali o quantomeno a mitigarle?

I consigli di un’appassionata:

Solitudine – “Nessun luogo è lontano” di Richard Bach / “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg

“Può forse una distanza materiale separarci dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”.

Nessun luogo è lontano è un libro di poche pagine eppure potente, per il messaggio di solidarietà e vicinanza che vuole trasmettere.

Lessico famigliare è un romanzo che racconta la quotidianità di una variegata famiglia torinese. Minuzioso ma non monotono, potrebbe farvi sentire di nuovo a casa, circondati da un allegro chiacchiericcio.

Rapporto con i propri vicini – “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee

Ottimo per ogni possibilità: sia nel caso in cui si tratti di un rapporto conflittuale, trascurato oppure pacifico e cortese. Può capitare che il tuo vicino di casa si riveli, per esempio, il tuo migliore amico.

Convalescenza – “Il richiamo della foresta” di Jack London

Una condizione di pericolo indefinito che ci sprona ad utilizzare tutte le nostre forze e i nostri istinti per superarla.

Letargia – “Dracula” di Bram Stocker

Un romanzo che sicuramente vi farà passare la voglia di addormentarvi se prima non vi sarete legati una collana di aglio al collo o non avrete sparso un po’ di sale sotto le finestre.

Essere al verde – “Il grande Gatsby” di F.C. Fitzgerald / “Grandi speranze” di Dickens

Le nostre capacità o, perché no, una fortuna insperata, ci permetteranno di rialzarci e di intraprendere qualcosa di nuovo, a patto che a guidarci sia un sogno, grande o piccolo che sia.

Claustrofobia – “Novecento” di Alessandro Baricco

Chi meglio di Novecento, che passa tutta la sua vita in una nave da crociera, osservando da un oblò un mondo che sembra fatto solo di distese d’acqua salata e aree portuali, potrebbe aiutarci a resistere alla tentazione di scendere dalla nostra nave durante questa tempesta?

Voglia di viaggiare repressa – “La mia Africa” di Karen Blixen

Il resoconto di un viaggio bellissimo che ora non sarebbe più possibile fare ci può amareggiare ma anche invitarci a pianificare il prossimo con maggior entusiasmo e aspettativa.

Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore.

(Joseph Conrad)