Ormai da diverse settimane scuole e università italiane hanno sospeso le lezioni a causa del Coronavirus e milioni di studenti sono rimasti a casa.

In più, per effetto dell’ultimo Dpcm del governo, non potranno essere riaperte prima del 3 aprile.

Essendo anche stata dichiarata pandemia, l’Italia non è sola in questa emergenza: ad oggi, infatti, altri 15 Paesi hanno preso la stessa decisione relativamente a scuole e università.

Per un totale di 363 milioni di studenti interessati e costretti a casa dalle misure anti-contagio (fonte Unesco).

Come se non bastasse, si tratta di un numero che potrebbe crescere ancora, considerando che in altri 16 stati, infatti, hanno già adottato chiusure selettive.

Coronavirus: milioni di studenti a casa

In Italia, per 9 milioni di studenti di qualsiasi ordine e grado (e degli atenei) la didattica potrà proseguire solo a distanza.

Come ricorda un comunicato del ministero dell’Istruzione, fino al 3 aprile (almeno) non potranno tenersi riunioni degli organi collegiali né svolgersi viaggi d’istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, visite guidate e uscite didattiche comunque denominate

La stessa serrata riguarda la frequenza delle attività di formazione superiore, compresi gli atenei e le Afam, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani.

Unica eccezione, per consentire di dare una mano a medici e infermieri, è quella per le lezioni di medicina e i tirocini delle professioni sanitarie per cui continua appunto a essere richiesta la presenza.

Stop alle lezioni in altri 15 Stati (per il momento)

Secondo il monitoraggio dell’Unesco (aggiornato al 9 marzo), questo stop riguarda 363 milioni di studenti tra scuole e università, in 16 Paesi (Italia compresa).

Numeri che rischiano di crescere ulteriormente: per altri 495 milioni di ragazzi, infatti, è molto probabile lo stop (più 72 milioni nelle università).

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