E se vi dicessero che friggere una cotoletta inquina più di un’automobile Euro 0, che faccia fareste?

Eppure, è proprio il dato emerge da una ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia.

Gli atenei hanno dimostrato come cucinare una cotoletta significa rilasciare emissioni di particolato fine e ultrafine che, se non aspirato sistematicamente dalla cappa, va ad ammorbare l’aria che si respira all’interno delle case rischiando di provocare danni alla salute di chi le abita.

Si tratta di una delle conclusioni del progetto “Anapnoi, respirare bene per invecchiare meglio: un lavoro di tre anni a cui hanno partecipato medici, fisici, agrari e sociologi delle quattro sedi dell’Ateneo (Milano, Brescia, Roma e Piacenza).

La cotoletta inquina più di un’auto: lo dice la Cattolica

L’obiettivo del progetto era valutare come l’inquinamento atmosferico nelle case contribuisse allo sviluppo di alcune patologie polmonari nella fascia di popolazione più vulnerabile come quella degli anziani.

“Il tutto con la finalità di fornire linee guida su adattamenti comportamentali da suggerire per ridurre i rischi e favorire l’healthy ageing di persone sane o già affette da patologie respiratorie”, si legge in una nota diffusa dall’Università.

I risultati?

“Ne è uscito un progetto poliedrico che ha visto collaborare medici, fisici, agrari e sociologi e la messa a punto, tra l’altro, di sensori nanostrutturati per l’analisi del respiro e la diagnosi precoce di patologie respiratorie”, precisano dall’ateneo.

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