Sale la percentuale dei diplomati tecnici che si iscrive all’università. E cresce la quota di chi, tra questi, consegue una laurea triennale.

Secondo i dati del Centro studi del Consiglio nazionale dei periti industriali, la tendenza è quella di una netta ripresa a proseguire gli studi, e poi a laurearsi, dei diplomati tecnici.

Diplomati tecnici in aumento all’università

A partire dal 2011, infatti, si è registrata una crescita significativa del tasso di immatricolazione dei diplomati tecnici (immatricolati con meno di 20 anni sul totale dei diplomati), passato dal 22,7% dell’a.a. 2011/2012 al 26% dell’a.a. 2017/2018.

In contrasto con quanto avvenuto per i diplomati liceali, invece, tra cui la propensione a proseguire gli studi universitari è andata riducendosi.

Una tendenza che trova ragione nell’aspirazione ad acquisire un profilo di conoscenze più specialistico con una formazione di tipo terziario, oggi sempre più richiesta dalle aziende.

LEGGI ANCHE: Proposta l’abolizione del valore legale della laurea: ecco cosa significa

Gli studi universitari

Ma quale corso di studi scelgono questi diplomati?

Ingegneria e architettura sono le favorite, scelte dal 64,3% dei diplomati in elettronica ed elettrotecnica che decidono di proseguire gli studi, dal 58% di quanti provengono dal cat (costruzione, ambiente e territorio) e dal 50,3% degli informatici.

La restante parte di studenti si distribuisce tra le altre facoltà, con preferenza per quelle economiche e statistiche, e scientifiche.

Allarme abbandoni

Certo nonostante cresca la propensione a iscriversi all’università, tra i tecnici, resta alto il numero degli abbandoni.

Secondo il Rapporto Anvur pubblicato nel settembre 2018, circa la metà dei diplomati tecnici abbandona l’università (contro il 24,5% dei liceali).

E di questi, il 20% lo fa nel primo anno.

A sei anni dall’immatricolazione, meno della metà dei primi ha conseguito la laurea (43,2%, ma tra i liceali la percentuale sale al 64,3%) mentre l’8,7% risulta ancora iscritto all’università.

Nonostante i miglioramenti, è indubbio che gli studenti che provengono da un percorso secondario di tipo tecnico non trovano nell’attuale offerta universitaria un percorso congruo con il percorso formativo intrapreso.

fonte: IlSole24Ore