I corsi universitari sono iniziati da qualche settimana e per alcuni studenti sono già cominciate le sessioni di esami di novembre.

Gli studenti che stanno frequentando l’ultimo anno di scuola superiore o che sono prossimi a prendere la laurea triennale sono di fronte a un bivio: continuare in Italia o andare all’estero.

L’Ocse ha stilato una rapporto Education at a glance in cui, tra le altre cose, vengono analizzate le redditività dei vari titoli di studio a seconda dei paesi in cui vengono conseguiti.

Quanto si guadagna con la laurea nei vari Paesi?

Ecco quanto si guadagna in più nel corso di una vita grazie a un titolo di studio accademico.

Lussemburgo: 575 mila euro

In uno degli stati più piccoli dell’Unione Europea la laurea fa guadagnare 575 mila e 500 euro in più per gli uomini e 475 mila e 100 euro per le donne. Eppure nella patria dell’ex presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker c’è solo l’Università del Lussemburgo, e conta tra le sue fila, secondo i dati di fine 2018, 6 mila e 351 studenti. Che quindi sono ancora più fortunati.

Irlanda: 476 mila euro

Dopo i lontani Stati Uniti e Cile, il secondo paese dell’Unione Europea dove laurearsi è l’Irlanda: 476 mila euro per gli uomini e 386 mila in più per le donne. L’ambiente è favorevole anche per la crescita impetuosa del Pil, che lo scorso anno è aumentato del 6,5% e la poca burocrazia per sviluppare idee imprenditoriali. Oltretutto le prospettive sono ancora migliori per i previsti spostamenti di imprese verso Dublino in seguito alla Brexit del Regno Unito.

Svizzera: 422 mila euro

Fuori dall’Unione Europea, ma nel cuore del continente, e con due università, i politecnici di Zurigo e Losanna, tra i primi venti atenei nel ranking mondiale. I guadagni extra dopo il titolo ammontano a 422 mila e 600 euro per i laureati e a 314 mila e 900 per le laureate. Questo ampio gap è stato oggetto però di forti critiche e lo scorso giugno le femministe e i sindacati principali hanno organizzato uno sciopero di protesta.

Ungheria: 353 mila euro

In un Paese che è fuori dall’euro e spesso è critico della stessa Unione di cui fa parte, il titolo di studio porta 353 mila euro in tasca per gli studenti e 179 mila per le studentesse. Un gap molto ampio, quasi del doppio, in uno Stato che ha visto la libertà accademica restringersi in seguito al mancato accordo tra il governo e la Central European University, fondata dal magnate americano di origine ungherese George Soros .

Polonia: 345 mila euro

Un altro paese nella classifica Ocse che spesso finisce nel mirino delle autorità di Bruxelles, ha un record importante: il primo ministero per la pubblica istruzione al mondo nacque proprio a Varsavia nel 1773. Anche l’Università Jagellona, fondata nel 1364, è una delle più antiche al mondo. Oggi studiare in questo o in una delle altre 500 istituzioni accademiche polacche, può far guadagnare 345 mila euro in più nell’intero corso della vita agli uomini e 253 mila alle donne.

Austria: 330 mila euro

Il piccolo paese alpino ha attuato sin dal secondo dopoguerra una politica di apertura totale delle università, rendendole gratuite. Dal 2001 si pagano, ma si tratta di cifre irrisorie per una retta: circa 360 euro all’anno per gli austriaci e 700 per gli stranieri. Un investimento quindi perfetto  per chi desidera studiare nell’ex centro dell’impero asburgico: 330 mila euro in più all’anno per gli uomini e 203 mila per le donne.

Francia: 323 mila euro

Nel Paese transalpino la laurea rimane un buon investimento. Un robusto sistema educativo, punteggiato da scuole di alta formazione d’eccellenza come la Scuola Nazionale d’Amministrazione, fa sì che lo studio in Francia sia tuttora molto appetibile. Anche per i guadagni: 323 mila euro nelle tasche degli studenti e 210 mila per le loro colleghe donne.

Germania: 319mila euro

Anche se il Pil rallenta, la Germania rimane sempre una meta appetibile per gli studenti. Un tessuto accademico ramificato, dalle grandi città ai piccoli centri accademici, che può portare nelle tasche dei professionisti formati in quelle aule 319 mila euro in più (192 mila per le professioniste).

Repubblica Ceca: 263 mila euro

Leggermente al di sotto della media europea di 276 mila euro annui, ma decisamente conveniente per tanti fattori: dal basso costo della vita, passando per la vita notturna di Praga fino alle università gratuite, che comprendono l’Università Carolina di Praga, fondata dal re di Boemia e Carlo IV nel 1348. Un titolo che porta 263 mila euro in più agli studenti e 145 mila alle studentesse.

Italia: 190 mila euro

Molto lontano da queste cifre l’Italia: una laurea porta solo 190 mila euro in tasca agli studenti e 145 mila alle studentesse. Un guadagno esiguo per una vita intera e che spesso porta all’abbandono del percorso di studi. Non aiuta nemmeno che l’Italia sia scarsamente presente nelle classifiche e nei ranking internazionali.

fonte: Corriere della Sera