Gli esami sono esami sempre e c’è poco da fare se ci si è limitati a leggere il titolo di copertina del libro.

Tuttavia, una discussione vecchia come Matusalemme vede contrapporsi i sostenitori degli esami orali a quelli che, invece, preferiscono senza dubbio gli scritti.

Per chiarire meglio i termini dell’annosa diatriba abbiamo pensato di analizzare quali siano i vantaggi e gli svantaggi rispettivamente dell’una e dell’altra modalità.

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Esami orali vs scritti

Il confronto diretto

Sicuramente, tra gli aspetti negativi di aver scelto una facoltà in cui dominano le prove orali, vi è il confronto aperto col professore, o con l’assistente.

Il vis à vis può indurre ad una certa ansia. E’ come una partita di ping pong giocata a suon di espressioni facciali.

Insomma ti servirà non soltanto un’adeguata preparazione ma pure una buona dose di personalità per sostenere un’interrogazione con uno che sicuramente ne sa più di te. Beato lui.

Allo scritto siete solo tu e il tuo foglio di cellulosa. Se conosci le risposte, bene, se no restituisci in bianco e torni a giocare alla Play.

L’attesa estenuante

Il sogno di tutti gli studenti che si accingono a sostenere un esame orale è quello di recarsi nell’aula stabilita, essere interrogati seduta stante, passare l’esame e tornare a casa a dormire per due giorni di seguito. Top.

Nella pratica invece, accade più spesso che bisogna rispettare un certo ordine alfabetico e se la lettera estratta è la S e tu sei quel solito Rossi, l’ansia che ti acciuffa lo stomaco potrebbe protrarsi per ore e ore, tanto da farti urlare in direzione della commissione un delirante: “va bene basta, confesso, sono stato io”.

Allo scritto c’è un orario di inizio e uno di fine.

Gli occhi addosso

Non è proprio il sogno di una vita essere fissato e udito anche dai tuoi colleghi e non solo dal tuo esaminatore durante l’interrogazione, soprattutto se non c’è proprio nulla da ascoltare visto che stai facendo scena muta.

Allo scritto questo problema non sussiste affatto.

La bocciatura plateale

Ci speri fino alla fine di riuscire a strappare quella sufficienza. Dai prof, almeno un diciotto politico, se no a che sono servite le lotte studentesche dei sessantottini?

Niente da fare. Manco il riferimento colto ti salva. Ma allora non potrebbero bocciarti e basta? E no.

Per una corretta crescita personale ti occorre anche il sermone formato maxi in modalità diretta mondiale e conseguente presa per il.. da parte dei tuoi amici, fino alla fine dei tuoi giorni.

Allo scritto immagini vagamente se sarai bocciato o meno dal numero di fogli che consegni in bianco.

Ma almeno sarà una vittoria o, viceversa, una sconfitta intima. Che noi siamo gente discreta e ci teniamo alla privacy.

Il linguaggio

All’orale, non puoi presentarti davanti ad i tuoi esaminatori e utilizzare il linguaggio dell’uomo di Neanderthal.

Diciamo che devi saper mettere insieme una frase di senso compiuto, provvista di soggetto, verbo, predicato (possibilmente in quest’ordine), più l’aggiunta di qualche doveroso tecnicismo a seconda della materia oggetto dell’esame.

Certo anche allo scritto, ma almeno non ti senti dare subito del Trota.

A ruota libera

Uno degli aspetti positivi di una prova orale, invece, è indubbiamente la possibilità di poter spaziare sull’argomento, a volte inventando, a volte arrampicandoti sui muri lisci, esponendo le nozioni giuste quando va bene.

Beh, allo scritto niente di tutto ciò. Hai cinque righe da riempire con informazioni ben precise. Le cazzate puoi anche scriverle, non dico di no, peccato solo che poi ti tolgano i punti.

La frequentazione

Se hai frequentato le lezioni con costanza, ti sei mostrato interessato e sei anche intervenuto sollevando un dibattito politico degno di Ballarò, è molto facile che il docente si ricordi di te all’esame. O semplicemente provvedi tu stesso a rinfrescargli la memoria.

Allo scritto sei solo un numero di matricola in mezzo a tanti altri.

Il voto immediato

Nessuna ansia da attesa. Finita la tua performance il risultato è immediato, nel bene o nel male.

E qualche volta puoi chiedere che ti venga rivolta quella domanda in più per alzare il voto.

Non succede mai perché non vedi l’ora di fuggire col bottino il più lontano possibile, ma quantomeno sai di avere quest’ulteriore possibilità.

Per il risultato di una prova scritta devi attendere anche settimane.

Nel frattempo ti consumi in un’agonia da morte lenta, paralizzato in ogni tipo di pianificazione, perché se non sai di aver passato o meno la prima parte, come poter iniziare a studiare la seconda?

Fingere malori

Il meglio.

Ad un esame orale puoi mostrare una faccia da culo, fare il simpatico, giocarti tutte le carte da abile latin lover con l’assistente donna elargendo qualche complimento mirato o anche fingere un malore.

Questo ti restituirà del tempo prezioso per continuare il tuo ripasso.

Se allo scritto simuli uno svenimento da panico pre-esame ti consigliano di tornare la volta successiva per non compromettere l’esame degli altri. Molto bene.

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