A chi non capita, soprattutto in questo periodo, di avvertire un senso di smarrimento?

Chi è esentato dagli sbalzi d’umore che condizionano fortemente l’esito della giornata corrente?

Come suggerisce la famosa locuzione “effetto farfalla”, sebbene le condizioni iniziali varino minimamente, l’uragano che si genera può essere distruttivo.

La nostra percezione delle cose e di ogni momento vissuto in questo periodo, in cui siamo limitati in casa, é come amplificata tra le pareti domestiche, senza vie di fuga, generando un senso di impotenza con l’impossibilità di confrontarci e guardare da altre prospettive.

Sono ormai due mesi che, per motivi più che validi e comprensibili, abbiamo diligentemente seguito le regole. Abbiamo sostenuto lezioni online scaricando appunti e confrontandoci via chat con i colleghi di corso, con più difficoltà nello studio di quante già non ce ne fossero normalmente.

Ci siamo dedicati ad innumerevoli esperimenti culinari, alcuni irripetibili, a causa dei quali abbiamo poi attrezzato le nostre case da pseudo-palestre per smaltire tali fantasiose prelibatezze.  Abbiamo dedicato ai nostri affetti momenti di videochiamate esilaranti, solo per non perdere “l’idea” del contatto col resto del mondo. Siamo quindi arrivati a sfruttare e a conoscere ogni angolo delle nostre case e finalmente ci comunicano che ci sarà la fase 2…

Fase 2, in realtà poco è cambiato

Mi aspettavo una disposizione, almeno auspicabile, in merito alla ripresa delle lezioni e degli esami in presenza presso la sede universitaria, la prospettiva di rivivere le persone e i luoghi a me cari in sicurezza e altro.

In realtà poco è cambiato. Gli esperti dicono che non siamo ancora in condizione di essere al sicuro dal virus, motivo per il quale non ci sono ancora direttive più specifiche per la prosecuzione della nostra carriera universitaria.

Tutto giusto, ma noi abbiamo tante domande, e tanti non valutano quanto siano importanti certe risposte, fondamentali per non perdere l’interesse, la motivazione nei nostri percorsi di studio e di vita.

Credo che le giovani risorse umane che si vanno formando oggi nelle nostre Università o laboratori vari, le sinergie insomma, possano essere di supporto con le loro idee e capacità in tanti aspetti, perché ne fanno parte in prima persona e ne pagheranno le conseguenze domani.

Invece ci troviamo a vagare nell’incertezza e nel nulla, ma pur sempre accompagnati da quella latente sensazione d’impotenza, di fronte a un qualcosa che ci sta fortemente condizionando.

Come uscire da questo circolo vizioso?

In tutto ciò può aiutarci la considerazione che abbiamo di noi stessi, la fiducia che riponiamo nelle nostre potenzialità.

La stessa fiducia capace di resistere, di far virare il vento a nostro favore, di darci tutti i presupposti per ricavare da ogni, apparente, situazione negativa, un successo.

Vedere lucidamente, capire che basta meno di quanto si possa pensare per costruire, ognuno come può, proprio in quei momenti in cui è di fondamentale importanza continuare ad avere fiducia in noi e nel nostro futuro.