A Giulia Romano mancavano due esami da sostenere e la tesi, forse sarebbe diventata una brava insegnante di Lettere e invece la malattia ha spento tutti i suoi sogni troppo presto, a soli 22 anni.

Così, Giulia, giovane di Imola che viveva a Lecce e lì studiava Lingue, Culture e Letterature Straniere, è morta il 23 maggio scorso per colpa di un tumore, diagnosticatole nell’autunno 2017.

Ora l’Università del Salento vuole riscattare la giovane da questa sorte avversa ed ha deciso di proclamarla dottoressa, a due mesi dalla sua scomparsa.

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Dottoressa post-mortem: la storia di Giulia

Sarà la prima volta che l’ateneo salentino conferirà un titolo post-mortem. A Giulia era stato annunciato, prima che la malattia la portasse via.

Lo racconta la madre Daniela, come riporta Il Corriere della Sera.

Gliel’ho annunciato in ospedale. Non so se sia un caso ma in quel momento i battiti del suo cuore sul monitor sono aumentati. Un giorno mi ha chiesto “se mai mi succedesse qualcosa non piangete, ricordatemi con un brindisi e un sorriso”. Mio marito e io sopravviviamo solo per il pensiero di averla avuta accanto nei 22 anni più belli della nostra vita.

Ventidue anni spazzati via in un secondo, dalla diagnosi di un tumore raro, partito dalle ghiandole surrenali e arrivato al fegato.

Eppure Giulia era un’atleta, una ragazza sana, ma neanche l’intervento subito a Rimini il 21 dicembre e due cicli di chemioterapia a Lecce erano riusciti a salvarla.

Leggo riporta altri dettagli della vicenda della giovane, sempre attraverso le parole dei genitori.

Commoventi le parole della mamma di Giulia, quando racconta che le ceneri della figlia sono state portate in spiaggia e poi liberate in mare.

Mio marito fa kite e aveva più volte cercato di portare con sé Giulia, ma lei, non so perché, si era sempre rifiutata. Anche quando è arrivato il momento di spargere le sue ceneri al largo il vento, fortissimo fino ad allora, si è improvvisamente calmato. Non c’è stato verso di far alzare la vela. “Vedi che questa, col kite, non vuole proprio venire”, mi ha detto mio marito. Allora abbiamo sparso le sue ceneri a riva. Poi, tutti vestiti – era fine maggio – ci siamo buttati in acqua con i suoi amici e le sue amiche. E siamo andati a brindare. È stata una festa, proprio come aveva chiesto Giulia.

fonte: HuffPost