Il corpo è fatto al 60% di acqua, quello degli universitari al 70% di tonno e al 30% di pesto… e il loro frigo?

Il trasferimento all’università ha comportato, per gli studenti, lo sforzo apocalittico di rendere reali i più vani tentativi di mangiare sano.

Di seguito, le tipologie di frigo che ritengo più inflazionate.

IL FRIGO TIPO

  • Tortellini, giusti in ogni evenienza (li so cucinare persino io che “l’aglio e olio”, la faccio con la cipolla).
  • Il pesto alla genovese è con o senza aglio, perfetta la seconda alternativa per chi progetta da mesi di sbottonare la camicia;
  • Tutto ciò che è prettamente inutile anche agli occhi di Benedetta Parodi ma che “era in offerta potevo non prenderlo?”;
  • E poi c’è il tonno, e qui, non servono parole.
IL FRIGO DIETETICO

È maggio, le sale pesi sono affollate, i corsi di zumba frequentati come il Rattazzo al sabato sera, i tapis roulant appiccicati come resina al parco e, lo studente si sente inevitabilmente respinto dallo specchio del bagno.

Nel frigo figurano alimenti d’alto spessore gastronomico, che con l’uovo marinato di Cracco ci sfamiamo solo cani:

  • Philadelfia Balance: senza grassi, senza calorie, senza gusto, volendo pure senza Philadelfia;
  • La Jocca, diligentemente accompagnata da un arido e senz’anima petto di pollo ai ferri; il punto forte è la secchezza quindi, procedete alla degustazione senza l’aiuto dell’olio;
  • Tacchino, bresaola e prosciutto crudo senza grassi (al prezzo fisso di un aperitivo in centro a Milano ma chissenefrega, risparmiamo sulla carta igienica);
  • Yogurt 0.1 % di grassi: fino al 2014 il nettare degli Dei poi, aziende di spessore hanno deciso che quell’1 % sarebbe stato troppo anche per noi studenti e c’hanno regalato lo 0% di grassi.

IL FRIGO SOTTO ESAME

Quello VUOTO/ABBANDONATO e, quello che in un’unica battuta oserei dire UNAVERASCHIFEZZA.

Sul primo vi risparmio digressioni perché l’unico bene di cui probabilmente potreste giovarvi è l’eco.

Sul secondo possiamo dilungarci anche fino a giugno del prossimo anno.

  • Se non vi bastano i precotti, i risotti in busta, i noodles di Star, i tramezzini confezionati due giorni prima, tutte le bevande zuccherate sul mercato, sappiate che lo yogurt con i cereali esiste già e che i sofficini, adesso, entrano in bocca tutti d’un colpo: sono diventati mini.
IL FRIGO DEL FUORISEDE MERIDIONALE

Il fuorisede è di per sé una categoria ad alto indice glicemico: alimenti del frigo tipo accompagnati dagli oltremodo famosi pacchi della mamma:

  • Soppressata, scamorza, mozzarelle, interi manzi (volendo pure interi agnelli);
  • cotolette già impanate, melanzane sott’olio, pasta fresca, mortadella e salame;
  • uova appena covate per lo zabaione del mattino dopo;
  • tutto ciò di cui la nonna crede abbiate bisogno per non ritrovarvi sotto peso al vostro ritorno in patria.

IL FRIGO DEL PRESERATA/FESTINO

Infine lui, quello della colletta con gli amici, quello della spesa alla LIDL, quello ricolmo di:

  • Birra, rum, pera, gin, tonica, Redbull;
  • Vodka, scelta più difficile in un panorama di intrepidi Sbocciatori col Rolex e mocassini sotto i jeans ristretti a 40 °C.

NB: la birra la trovate in qualsiasi frigo, pure in quello di una donna.

Articolo successivoMa come ti vesti? I 6 outfit degli studenti universitari
Una vita in Basilicata e 7 anni a Milano al di fuori delle mura spagnole. Sono laureata in Giurisprudenza per non scelta ma ad oggi sono un content & social media editor felice come non mai. Su University Equipe trovate i primi articoli della mia vita: sono pezzi di cuore, trattateli bene!