Dopo la nazionale di calcio, che esso sia a Cesenatico o a Valmalenco, il cosiddetto “ritiro”, entra in voga anche per gli studenti.

A partire dalle ore più soleggiate della città, gli universitari migrano dileguandosi verso mete eteree, alla ricerca della concentrazione, mica della felicità.

Sessione estiva esami: cosa avviene?

IL RITIRO AL MARE:

rischia di diventare fastidioso; c’è chi si gode la brezza delle onde senza necessariamente condividerlo col globo e chi, invece, senza nessun tipo di rispetto immortala il suo alluce in mezzo all’acqua cristallina del Tirreno, quando tutto ciò che gli si chiede è una lunghissima vagonata di fatti suoi.

È la meta preferita dalle pelli color del bronzo e da chi non può fare a meno di una Peroni sulla spiaggia.

Alterna momenti di estrema sfrenatezza trascorsi con gli amici, ad attimi in cui sistema ordinatamente i libri sul tavolo del terrazzo, si auto munisce di frutta e gelato e fotografa in prospettiva il mare, facendovi rientrare quaderni ed evidenziatori.

Dopodiché continua a fissare l’orizzonte snobbando i manuali, con la speranza che l’osmosi si sia evoluta nei secoli e che, da processo chimico sia diventata pure processo mentale.

IL RITIRO IN MONTAGNA:

per quelli che riluttanti all’idea della sabbia fra la dita, preferiscono l’erba verde delle alture.

Poco attratti dall’acqua o forse troppo lontani per arrivarci, i montanari partono con l’intento di isolarsi dal circostante, in località nelle quali, con alte probabilità l’unica vita alla quale assistono è quella dei campanacci delle mucche;

il freddo e la pioggia conciliano le ore di cultura, la quiete delle radure incentiva gli animi a schivare la disoccupazione incombente, ma tutti fanno lo stesso errore:

trascurano la presenza della televisione, quella di MTV, Rai sport e di Real time.

Sperano in un’aria salubre propendono verso un’attività fisica morigerata, tramite l’attraversamento del percorso vita, (o del percorso morte, dipende dalle prospettive e dal volume del vostro addome), fieri d’aver anticipato il ritiro della nazionale di calcio.

Rimpiangono il caldo fresco del mare e quello torrido della città: insomma, di qualcosa dovranno pur lamentarsi;

IL RITIRO NELLA CITTÁ D’ORIGINE:

che siate Peruviani o di Castellaneta Marina, uno dei più efficaci metodi di clausura in sessione estiva è sempre quello di tornare a casa.

Con l’affetto di mammina e quello di papino si passa pure bilancio, figurarsi con le domeniche dai nonni.

Il fine ultimo è quello di conservarvi per gli esami, delegando responsabilità, competenze e mansioni a vostra madre (o alla filippina).

“Mi faresti la lavatrice?”, “Mammi per oggi un piatto sostanzioso, uno di quelli che non mangio mai, ho bisogno di carboidrati per concentrarmi nel pomeriggio”, “Non è che faresti tu il letto?

Solo per oggi eh!

Scusa ma mancano 35 giorni all’esame, mi sento con l’acqua alla gola e l’idea di fare il risvolto al piumone significa una pagina in meno rispetto al programma stilato”.

Citazioni preferite sono: “tutti vanno al mare, io sono a mare” oppure “postatele altre due foto del mare”, o ancora “a voi il mare, a me le pappardelle al sugo di nonna”;

IL RITIRO NEL PROPRIO APPARTAMENTO:

c’è infine chi sceglie di non cambiare aria e dedicarsi agli esami direttamente da casa, senza l’aiuto del pubblico né quello del televoto.

L’immagine è quella del disgraziato, senza cibo nel frigo, con la bresaola sulla scrivania.

Le sole azioni di cui si rende capace sono quelle fisiologiche.

L’ammontare dei panni da lavare supera quello delle notizie di Studio Aperto sull’abbondanza delle spiagge italiane.

L’unica via d’uscita che vede è quella della chiave dalla serratura.