In Italia sono circa 700.000 gli universitari fuoricorso, oltre ad essere in coda alla classifica dell’Unione Europea per numero di laureati (poco più del 25% rispetto a una media del 40%).

“Soltanto la metà degli studenti chiude nei tempi previsti il ciclo universitario, il 53,9% per la precisione”, afferma Davide Cristofori, ricercatore di AlmaLaurea.

Sono tanti i motivi per cui sono così tanti a restare indietro nel percorso universitario.

I fuoricorso in Italia

  • 700.000 studenti
  • 53,6% gli studenti che si laureano in tempo (il 60,1% tra i magistrali biennali, il 53,9% tra i laureati di primo livello e il 40,0% tra i magistrali a ciclo unico)
  • 26,5% i laureati in Italia, rispetto a una media Ue del 39,9

Il peso delle spese di affitto

Uno di questi è l’emigrazione universitaria e il pagamento delle spese, in cui una famiglia non sempre riesce ad essere presente.

“L’80% dei fuoricorso lo è proprio perché costretto a lavorare. Spesso si tratta di piccoli impieghi, come cameriere o promoter nei supermercati ma, portando via serate e weekend, erodono tempo e serenità per mettersi sui libri”, sottolinea Cristofori.

“Le tasse le ho sempre pagate grazie alla borsa di studio che mi spetta per il basso reddito della mia famiglia. Ma qui a Milano non ho avuto il posto letto perché non ce ne sono abbastanza. La Statale, per esempio, ne ha circa 700 per 60.000 studenti. Così molti idonei come me restano fuori e devono pagare un affitto. Inoltre la mensa chiude al pomeriggio e quindi anche la cena è a mio carico”.

Poi ci sono i fuoricorso frenati da problemi personali, magari legati ad esami particolari, o familiari.

Considerando che una quota di anni fuoricorso è fisiologica secondo il sistema universitario stesso, il problema diventa serio quando gli anni di ritardo sono più di 3 o 4.

“In questo caso sfuma il 12% di opportunità di trovare lavoro subito dopo gli studi e si rischia di entrare nel loop della pressione psicologica”, afferma Cristofori.

Oltre all’aumento delle tasse

I finanziamenti alle università sono in proporzione al numero di studenti che si laureano in tempo: motivo per cui ogni ateneo cerca di disincentivare i ritardi, aumentando anche le tasse.

I fuoricorso, infatti, oltre alle tasse annuali legate al proprio Isee, pagano una maggiorazione che varia dal 10 al 50% in più.

fonte: AlmaLaurea