L’Italia dell’istruzione vanta una piccola eccellenza: gli Istituti tecnici superiori (Its) che offrono percorsi alternativi alla “classica” laurea.

Le nostre scuole di tecnologia post diploma registrano, secondo l’Ocse, un tasso di occupazione dell’82% (nella classe 25-64 anni) analogo alle lauree magistrali (83%) e superiore alle triennali (73%).

Ma è un’eccellenza poco conosciuta visto che intercettano meno del 2% di tutti gli iscritti a un corso di studi terziario, contro l’86% delle lauree di primo livello e il 12% di quelle di secondo livello.

Cosa sono gli ITS e perché sono una valida alternativa all’università

Oltre ad essere un’ottima alternativa all’Università, gli ITS offrono tante prospettive dal punto di vista lavorativo.

Ancora poco conosciuti, gli Istituti Tecnici Superiori sono una scuola ad alta specializzazione tecnologica, arrivati in Italia nel 2010.

Possono essere di durata biennale e in alcuni casi triennale, e sono progetti creati dalla collaborazione tra gli enti formativi e le realtà economiche del territorio.

Chi vi può accedere?

Chiunque sia in possesso di un diploma di scuola superiore, o un di titolo equivalente.

Si tratta di scuole ad alta formazione tecnologica con la possibilità di essere frequentate da tutti i diplomati delle scuole superiori. Avendo l’obiettivo di formare figure professionali specializzate basandosi sulle maggiori richieste da parte del mondo lavorativo, gli ITS vengono considerati altamente strategici.

Attualmente, in Italia sono 104 e offrono complessivamente circa 450 percorsi operanti in sei settori: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, tecnologie innovative per i beni e le attività culturali-turismo, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e nuove tecnologie per il Made in Italy.

I percorsi di studio prevedono un totale di 1800/2000 ore e garantiscono una formazione molto vicina alla realtà professionale.

Lo stage infatti è obbligatorio per il 30% delle ore totali e il tirocinio può essere svolto anche all’estero.