Fare la spesa può essere per molti un momento di svago assicurato; certo è che alcuni preferirebbero spendere il loro tempo diversamente.

Trasferendomi a Milano ho scoperto l’Esselunga: supermercato del nord, Mecca dei polentoni nelle ore di pausa, centro di qualità e tanta tanta affluenza.

Un fuorisede al supermercato è come Pinocchio nel Paese dei Balocchi.

Siamo stati vittime dell’alimentazione genitoriale per troppo tempo, non abbiamo avuto voce in capitolo tra gli scaffali delle merendine per 18 anni.

Avevamo gettato la spugna all’idea che le madri preferissero comprare bietole e verza al posto dei gelati.

La spesa dello studente fuorisede

Con il trasferimento al tempo dell’università si cambia marcia, cercando di recuperare il tempo perduto fra le mura domestiche familiari.

La spesa è sempre un perfetto concentrato di buoni propositi: c’è chi pensa ad incominciare la dieta, che si beffa della pancia credendo che l’estate sia lontana e chi, per distrarsi, dai troppo impegni sforna dolci e pizze senza pietà.

La spesa di uno studente funziona così (più o meno):

1. LA LISTA:

la lista della spesa è un momento di assurda concentrazione durante il quale si elimina il cibo schifezza e si fa spazio alle verdure come mamma ci ha insegnato. Tanta acqua, la giusta quantità di alimenti salutari ed una minima, dedicata a momenti di vera festa.

2. LA PREPARAZIONE:

che il supermercato disti poco o, al contrario, sia molto lontano rispetto al domicilio, lo studente si appropria di un aggeggio antistupro che farebbe scappare anche il miglior offerente: il carrellino. Acquistato a pochi euro all’Ikea o al mercato rionale, consente di fare il minimo sforzo con il massimo risultato mettendo a repentaglio la vita sessuale di molte donne e di una discreta quantità di uomini. Popolari anche i sacchetti rigidi messi a disposizione nella catene di grande distribuzione a prezzi piuttosto modici: non ne conosco le ragioni di marketing ma questa cosa che sono tutti gialli mi innervosisce.

3. LA CARTA PUNTI:

lo studente deve assicurarsi di non dimenticare la carta che gli consente di collezionare punti: è importante tenere a mente il catalogo e verificare che gli sconti coincidano con quelli previsti dalla speciale card.

4. I BUONI PROPOSITI E GLI ELEMENTI ESSENZIALI:

giunti al supermercato l’operazione spesa sembrerebbe rapida e semplice: accatastati i buoni propositi per non deludere nonna e mamma, si entra nel vivo di una fase rigorosa ed attenta cercando di ricordare per primi i prodotti per i quali state realmente facendo la spesa.

5. LA SCONTISTICA:

cascasse il mondo, lo studente fuori sede controlla prezzi e sconti come fossero quei pochi euro di differenza a fargli vivere un’esistenza rilassata. È il principale persecutore di saldi ed offerte: se ne becca una sulla carta igienica, è capace di tornare a casa con la scorta di doppio velo per un anno.

6. I REPARTI:

pur tentando l’impresa, con poco successo lo studente riesce ad evitare i reparti che gli fanno più gola: inizia con insalata e pomodori, finisce con patatine lime e pepe rosa e nutella maxi formato. Le porcate nel carrello crescono a dismisura e senza controllo tanto che le famigerate offerte di cui era tanto fiero, vengono soppiantate senza vergogna.

7. LA FOTO:

una foto al carrello zeppo di cibo malsano è un passaggio particolarmente diffuso del nostro millennio: spiccano con orgoglio le novità della Milka che colorano di viola l’intera spesa. Non mancano Coca-Cola e Nutella per un risultato davvero efficace.

8. LE DIMENTICANZE:

con fatica trascinate sacchetti e carrello sulla via del ritorno; giunti alla dimora cominciate a disporre la spesa, sistemando con cura i prodotti acquistati; stanchi e provati dalla quotidianità, vi accorgete con rassegnazione di aver dimenticato le uniche cose per le quali c’era bisogno di fare la spesa, quelle fondamentali ed immancabili: bagnoschiuma, carta igienica e acqua.

9. RICOMINCIAMO NANANANA:

e allora si ricomincia: un circolo vizioso senza vie d’uscita; ma secondo voi, avrò perso qualche caloria facendo avanti e indietro dal supermercato?!