Nel momento in cui uno studente decide di iniziare a studiare (tipo un lunedì ancora non precisamente definito), viene colto da una serie di patologie che possono essere ricondotte ai punti che stiamo per elencarvi.

Ma noi che, come al solito, ci teniamo al vostro futuro accademico, vi abbiamo trovato anche la terapia migliore per fronteggiare questi gravi disturbi della psiche.

Ecco a voi la Top 10 delle cose da non fare… occhio all’ultima!

Diluire… nel tempo

Lo studente universitario non fa notoriamente un caz tutto l’anno, ma l’ultimo giorno prima dell’esame, si auto-convince che una forza sovrumana si impossesserà di lui e gli permetterà di terminare il programma, inclusa, la ripetizione, in un tour di 10 ore consecutive. Sì, e io cammino sulle acque.

Che ne direste di dividere il malloppo di pagine da studiare in porzioni più piccole e distribuirle nell’arco di una o più settimane? Sembrerebbe cosa buona e giusta.

No alle ore notturne

Ragionamento comune di uno studente che ha trascorso il giorno a guardare l’ultima stagione di Games of Thrones e a ora di cena viene colto da un insolito panico da mancato studio diurno: “fiu, meno male, ho ancora 12 ore per studiare”.

Forse non lo sapete, ma una sola notte trascorsa sui libri rischia di danneggiare le capacità mnemoniche e di elaborazione per i 4 giorni successivi. Parola della scienza.

E adesso tornate pure a guardare la vostra serie televisiva preferita.

Butta quell’evidenziatore

Colti dal genio incontrollato di Picasso, avete acquistato in cartoleria ben cinque evidenziatori fluorescenti diversi, di quelli che fungono da catarifrangente.

Il vostro libro è diventato la Notte stellata di Van Gogh. Bello, bellissimo, ma utile?

Avete mai pensato invece a diagrammi, schemi, disegni per sintetizzare i concetti chiave? Meglio che dipingere le vostre dispense come fareste con la Cappella Sistina.

Fissa un traguardo

Non imponetevi di memorizzare anche la biografia del libro se neanche vi ricordate il titolo, ma ponetevi piccoli obiettivi, tipo terminare un capitolo entro la fine.. del mondo.

Postilla: non vi entusiasmate come Grosso dopo l’ultimo rigore a Berlino se avete studiato un paragrafo e lo ricordate bene… il rischio è che al termine della giornata avrete imparato solo quello.

Studia come se dovessi insegnare

Ripetete ad alta voce o nella mente? Quando è chiamato a “insegnare”, il cervello codifica e organizza le informazioni in modo più chiaro e coerente.

Ripetere i concetti tentando di farli capire a vostra nonna potrebbe essere un’idea.

Non svuotare il frigo

Ok la pausa spuntino, ma che sia uno spuntino appunto e non un continuo pellegrinaggio verso il frigorifero!

Con la pancia piena le uniche cose che ricorderete saranno gli ingredienti del vostro doppio cheeseburger.

No luoghi angusti

Scegliete un luogo tranquillo per studiare, ordinato e ben illuminato, che abbia tutto l’occorrente per lavorare, quindi evitate la vostra camera.

Quando lo raggiungerete, il cervello capirà, per un effetto automatico di condizionamento (priming) che è il momento di concentrarsi e dedicarsi all’apprendimento.

E’ la stessa cosa che succede quando una ragazza vi siede accanto sul divano: il cervello (e non solo) lo capisce subito che volete copulare.

No playlist per studiare

Anche se siete convinti che la musica aiuti a rilassarvi, recenti studi hanno invece dimostrato il contrario.

Avere un ritmo costante nelle orecchie vi spingerà solo ad imparare il tip-tap, non anche a passare l’esame.

Molla lo smartphone

Avete accettato l’invito a giocare a Candy Crush e state scrivendo su Facebook che non riuscite a studiare.

E alla vostra amica sulla chat che fate, non rispondete?

Prega il tuo santo preferito

E dopo aver seguito tutti i suggerimenti, non vi resta che questo. Che la botta di deretano sia con voi.