La laurea, dal punto di vista della cultura, è sempre un buon investimento. Ma dal punto di vista finanziario?

Secondo Moneyfarm, in Italia per tre anni di studio in un’università pubblica si spendono 35-45mila euro fra retta, libri, vitto e alloggio.

L’ufficio statistico del Canada – dove per un anno di studi universitari si spendono 6.838 dollari, circa 4.560 euro, solo per le tasse – si è messo a fare i calcoli: in media, da Toronto a Montreal un laureato guadagna 68.600 dollari all’anno contro i 52.300 di un diplomato.

Laurea vs non laurea

Sembrerebbe, dunque, che a studiare all’università si guadagni di più. Eppure, a quanto pare, ci sono interessanti eccezioni.

Prendiamo per esempio i tecnici addetti al controllo delle strumentazioni nel settore petrolifero, ma anche in quello della manifattura: la laurea non ce l’hanno, ma in Canada arrivano a guadagnare 130mila dollari all’anno. Quasi il doppio della media di un laureato.

Anche elettricisti e carpentieri vanno forte: la loro richiesta, negli ultimi dieci anni, è aumentata, e di pari passo sono aumentate anche le loro buste paga.

Domanda contro offerta, appunto. Questo è l’altro tema. Perché se anche i laureati in media guadagnano di più di (alcuni) diplomati, nel tempo non è detto che continui a essere così.

Sempre in Canada, per esempio, fra il 2005 e il 2015 gli stipendi dei laureati sono cresciuti del 6%, quelli dei diplomati dell’8% ma quelli degli apprendisti sono aumentati di oltre il 14%.

Certo poi, come al solito, a tutto questo bisogna fare la tara per via del gender gap.

Perché per un uomo l’opzione diploma – o l’opzione apprendistato – al posto della laurea è ancora una volta un’opportunità più redditizia di quanto non lo sia per una donna.

Anche in uno Stato ad alto tasso di parità fra i sessi come il Canada, infatti, un uomo laureato guadagna solo il 21% in più di uno diplomato. Per una donna, invece, il divario tra l’uno e l’altro titolo è di ben il 40%. E tra una donna laureata e una che ha fatto solo apprendistato la differenza di stipendio è addirittura del 79%.

fonte: Micaela Cappellini, IlSole24Ore