A leggere i numeri c’è veramente poco da fare: le lauree non sono tutte uguali!

L’ultima indagine Alma Laurea, infatti, certifica che quasi sempre le lauree scientifiche portano a risultati migliori di quelle umanistiche.

Un esempio? Nel 2017 molte sottoclassi di ingegneria hanno fatto trovare lavoro con stipendi sopra la media generale dei neolaureati.

Stessa cosa è avvenuta per discipline come scienze infermieristiche e ostetriche o la stessa medicina e chirurgia.

Poco sopra la media nazionale troviamo chi ha studiato discipline economico-aziendali e i titolati in comunicazione.

Sotto la media, purtroppo, troviamo classi di laurea come scienze politiche, biologia, storia o filosofia.

Ma fra i casi peggiori a risaltare è soprattutto giurisprudenza.

Tre anni dopo aver conseguito il titolo, solo poco più di metà di loro riesce a trovare lavoro, con un reddito medio che non si stacca di molto dai mille euro al mese.

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Lauree tutte uguali? Non per il mondo del lavoro

Prendendo sei fra alcune delle classi di laurea più popolari, troviamo intanto che il tasso di occupazione dei neo-laureati in giurisprudenza – qui e altrove ci riferiamo al corso a ciclo unico di durata quinquennale – resta ancora inferiore di qualche punto rispetto a quello del 2010. Lo stesso vale per economia. Filosofi e comunicatori, per parte loro, nel 2017 sono invece tornati praticamente dov’erano allora. Anche per medici e alcuni ingegneri la situazione appare oggi leggermente meno rosea che nel 2010, ma in entrambi i casi ha comunque trovato un lavoro oltre il 90% di loro.

Il rispetto dei tempi previsti per laurearsi, si legge nella sintesi della ricerca, “risulta determinante nel favorire migliori opportunità occupazionali”.

“I laureati che terminano il percorso di studio entro un anno fuori corso hanno il 52,5% di probabilità in più di lavorare, a un anno dal conseguimento del titolo, rispetto a quanti terminano con almeno quattro anni di ritardo”.

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