Milano rappresenta uno dei centri universitari più estesi di tutt’Italia. La qualità dei suoi atenei è indiscutibile, tanto da proclamare alcuni di essi, i migliori del Paese.

Ogni università regala caratteristiche diverse, educando noi studenti ad assumerle nel tempo; ognuno di noi ha abitudini talmente riconoscibili, che riescono ad identificarci in base al centro di studi frequentato.

Ecco una simpatica descrizione delle principali università Milanesi:

BOCCONI: I Bocconiani sono il riferimento fighetto degli studenti milanesi. Alimentati da docenti e rettori a migliorare le loro capacità ed inseguire obiettivi sempre maggiori, vivono in un mondo il cui le lezioni iniziano alle 8.45 e non alle 9 meno un quarto e, dove, la preparazione di un esame avviene in un luogo comunemente chiamato Bunker (che a differenza della biblioteca rimane aperto tutta la notte e sembra un manicomio); la loro superstizione la fanno i cosiddetti “Leoni”, con i quali vengono immortalati solo il giorno della laurea; spesso invidiati dal panorama universitario tutto, sarebbero i principali favoriti nel mondo del lavoro una volta raggiunto il traguardo. I suoi studenti partono per mete lontane, protagonisti dei cosiddetti exchange, abbandonando le terre nostrane alla volta di paesi meravigliosi. Dimenticavo, si laureano con una toga ed un tocco addosso;

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CATTOLICA: ateneo variegato come pochi, vanta la sua esperienza in insegnamenti tradizionali e spesso poco moderni; i suoi studenti sono quelli che, indifferentemente dagli anni di corso, fotografano i chiostri che ne fanno parte, in maniera poetica; convinti che l’edificio vada mostrato al mondo esterno, nei loro telefoni trovate diapositive da angolazioni sempre differenti dell’intero giardino. Presi per il culo dall’emisfero tutto per l’obbligo di sostenere esami di teologia, accettano inermi gli sfottò e studiano l’evoluzione di Dio nell’antico e nel Nuovo Testamento. In perenne competizione con la Bocconi per la facoltà di Economia, gli studenti della Cattolica sono esenti da festeggiamenti in grande stile anche il giorno della laurea, visti i divieti che impediscono di stappare champagne all’interno dei preziosi chiostri; superstizione vuole che non trapassino le colonne centrali in cima alla scalinata e che, non varchino i chiostri prima della laurea; vanta un’ottima preparazione e consente a chi la frequenta di accaparrarsi lavoro in poco tempo;

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STATALE: la più numerosa in fatto di studenti, una delle università più amate dell’intera città; esperienza, conoscenza, preparazione, insegnamenti rinomati la rendono un ottimo ateneo; c’è chi sostiene che, vista la capienza eccessiva, le lezioni avvengono a terra o, addirittura fuori dall’aula. La struttura sorge nel vecchio Policlinico milanese, regalando anche qui chiostri davvero “fotogenici”; se gli studenti della Cattolica devono correre l’intero perimetro di questi per ritenere la laurea suggellata, a quelli della Statale basta un saltello della siepe, a piedi nudi, per dichiarare aperte le sbronze. Numerose le sue sedi che variano a seconda della facoltà di appartenenza. Durante la settimana del Fuori Salone ospita molteplici strutture artistiche, moderne e spesso dichiara aperta la stessa settimana con musica, luci e divertimento;

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IULM: l’università di Silvio; accoglie al suo interno alcune scale mobili, per chi ha deciso che l’attività fisica è un male troppo brutto da affrontare. Coltiva la pessima reputazione di ospitare solo belle ragazze proiettate verso un futuro televisivo ma vi dirò, smentisco. Scenografico il loro contesto di laurea quando le foto vengono scattate davanti ad un’enorme fontana. Meno simpatico il costo dell’intera retta. Sostiene il solito pregiudizio di università privata che vorrebbe mamma e papà come i principali finanziatori di una laurea;

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POLITECNICO: assieme alla Bocconi si aggiudica il podio come miglior università italiana; tiene banco a quello di Torino ed è aperta a tutti coloro che vogliono vedersi ingegneri, architetti, designer. L’ateneo è dislocato in varie sedi, tutte piuttosto periferiche rispetto alle precedenti università ma, una di queste affaccia su una piscina comunale che vi farà passare la voglia di studiare da maggio, sino alla sua chiusura. Nota la mole di studio che lo caratterizza, al politecnico siete fortunati se le lezioni finiscono a metà giugno; gli esami durano su per giù fino a quando il resto del mondo griglia la salsiccia a ferragosto e la difficoltà non è da sottovalutare. Frequentatori assidui i nerd, li riconoscete dalla faccia. Si vocifera che il rapporto uomo donna sia 8:1 e che, per incontrarne almeno una, i maschietti debbano recarsi nella sede di architettura;

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BICOCCA: situata in una zona di Milano dimenticata da Dio, da qualche tempo risulta leggermente più raggiungibile grazie all’impegno e allo sforzo della giunta comunale e dei trasporti che hanno favorito la costruzione della metropolitana lilla; fa concorrenza alla Statale ma pare più improntata su settori scientifici, piuttosto che umanistici. Il loro panorama è meno suggestivo di quello della Cattolica o della Statale, visto l’affaccio sull’apprezzabile centro commerciale, dotato pure di Cinema e stuzzicanti fast food (se cercate su google Bicocca manca pochissimo che il primo risultato sia quello dell’UCI). La struttura è così grande da sembrare un ospedale; pare che l’occupazione per i laureati in questo ateneo non manchi, anzi!

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SAN RAFFAELE: ultimamente in crisi economica, è il polo più caro in cui migliorare i propri studi: costa quanto una macchina nuova e ben accessoriata; tuttavia, pare ne valga la pena vista l’ottima preparazione che garantisce. Costruito in prossimità di Cascina Gobba, il nome della zona dice tutto. Forma alcuni dei migliori medici ed odontoiatri d’Italia ma con quello che pagano mi pare il minimo sindacale;

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MARANGONI, IED, NABA: sono i principali istituti dedicati all’insegnamento di arti e moda. Educano futuri stilisti, designer, stylist, fotografi, fumettisti, dirigenti nel settore moda, giornalisti nello stesso ambito. Nota la frequentazioni di fighe fotoniche e di pochi uomini, il più delle volte gay. Arrivano dalla russia, dalla Bolivia, dalla Colombia e da molti altri paesi per studiare la moda qui in Italia (anche perché non dimentichiamo che Milano è una delle tre capitali della moda!); devono necessariamente munirsi di Macbook per portare a compimento alcuni dei loro lavori, abbonati a Photoshop per esigenze di studio, possono modificare anche le foto personali quando vogliono. Non s’è capito se ottengono una laurea o meno ma diciamo che un lavoro lo trovano.

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