La settimana del luogo comune si è chiusa qualche mese fa e, per questo, saremo grati a chiunque abbia deciso di porre fine a questo strazio messo in scena senza pudore.

Ogni qualvolta ci verrà in mente qualche “frase fatta” di dubbio gusto ci rivolgeremo al pensiero di quelli che c’hanno perso la vista su quell’evento passato.

Tuttavia, bisognerebbe spezzare una lancia a favore dei luoghi comuni per un universitario ma solo perché serviranno a consapevolizzarci di tutte quelle azioni di cui ogni giorno ci rendiamo attori.

Studenti udite udite: perché la metà di voi ne fa alcune abituali come la De Filippi a Mediaset!

L’UNIVERSITARIO IN PAUSA

l’ambizione non va più di moda, come non vanno più di moda gli addominali e le spalle scolpite (almeno così piace dire agli uomini la prima settimana di vacanza).

La pausa è un evergreen nel mondo dell’universitario, motivo di distrazione, svago, amicizia, unione, cazzeggio tacito.

C’è quella sigaretta, quella caffè, quella per fare la fila alle poste e quella per andare al bagno.

Come di consueto inizia; finisce quando i sensi di colpa gli bussano alla porta.

WHATSAPP E I GRUPPI

se vi stavate chiedendo cosa ha realmente rovinato la vita delle persone, la risposta è a portata di telefono e si chiama WhatsApp.

I tentativi di approcciarsi al libro sono vani a meno che non buttiate lo smartphone nel cesso, o non riusciate a nasconderlo cosi bene che poi saranno i RIS di Parma a ritrovarvelo vivo o morto.

Non funzionerà disattivare le notifiche perché la curiosità è donna, e pure uomo. Non funzionerà spegnere il telefono perché le emergenze sono dietro l’angolo e, in caso di infarto o mal di testa fulminante non sapreste a chi chiedere aiuto. E non funzionerà la modalità aerea per la stessa ragione.

Inutile il silenzioso perché esiste la luminosità, e piuttosto che aprire l’app e trovare 230 notifiche stagnanti, andrete a preferirne la lettura perché nessuno è così incosciente da uscire dai gruppi per dimezzare le distrazioni e soprattutto nessuno ha voglia di organizzare le serate individualmente.

CARICARE IL TELEFONO

essenziale come il pane per la nutella. Si può rinunciare a tutto, a qualsiasi cosa ma l’ipotesi di non ricaricare il telefono non è nemmeno contemplata.

Il problema che però affligge gli animi è la ricerca di una presa, che fa da contorno alle milioni di ore perse a non studiare.

APRIRE IL LIBRO E CONTEMPLARLO

attività motoria per eccellenza, stimola la muscolatura degli arti, aiuta il movimento del collo, potenzia la forza di volontà.

Il libro potrà essere indifferentemente succeduto da un computer, affiancato da una ciotola di patatine, rafforzato dall’influenza di una playstation.

Diviene facile la vendita di quelli che sono stati aperti senza essere maltrattati da gestualità.