Oggi vi volevo parlare di una particolare tipologia di donne. Nonostante io sia la più risoluta sostenitrice della categoria, ho dovuto amaramente ammettere che, pur essendo senza dubbio le creature più dolci, meravigliose, incredibili che siano mai uscite da una costola, la società pulluli anche di alcune spine nel fianco difficili da estirpare che abbassano nettamente lo standard. Un vero peccato. Tale specie la definirò molto banalmente come le rosicone, non avendo a disposizione nessun altro termine che possa rendere così bene il concetto.

E’ un po’ come dire “vai al diavolo” e “vaf***”: non c’è paragone sull’efficacia della seconda, e la prima sembra uscita più che altro da una puntata di “Elisa di Rivombrosa”.

Certo esistono anche gli uomini rosiconi, ma le donne lo sono di più. E’ doveroso chiarire a chi non mastica ancora bene il linguaggio pedestre che la rosicona è generalmente una persona a cui non manca proprio nulla, ma che non trova pace interiore alcuna, perché costantemente oppressa dal pensiero che quello che hai tu sia meglio (non che abbia tutti i torti).

A chi non è mai capitata la commovente fortuna di incontrarne una durante il corso della vita? Poche caratteristiche per imparare a riconoscerle.

 

La simpatia

alfano imbarazzoLe rosicone hanno la stessa simpatia dei granelli di sabbia che ti restano sul tappetino dell’auto appena risalito dalla spiaggia, quando credevi di esserti scrollato per bene ogni sassolino, e invece no. Se fanno una battuta (o qualsiasi cosa che possa assomigliarvi) scende il silenzio imbarazzante nella stanza, rotto solo da una frase di circostanza buttata lì appena in tempo.. “quindi dicevi che il tuo coniglio è ingrassato ancora?”.

 

Lo sguardo

squadrareLo sguardo è su per giù quello di un tiratore scelto addestrato nei servizi segreti: parte dal basso, risale verso l’alto, riscende, indugia, ricomincia da capo. Tesoro ma ti piace come mi sono vestita o mi vuoi limonare? Ti capisco, anche io a volte non mi resisto.

 

L’atteggiamento

SnobIn genere sono sbarbine a cui sono arrivate le prime mestruazioni il giorno prima, ma l’aria da donna vissuta (molto male) se la cuciono addosso con la stessa abilità che avrebbe Edward mani di forbici nell’infilare un filo nella cruna dell’ago. Ma perché ci tieni così tanto a somigliare già a tua madre?

 

Il turpiloquio

simpson ruttiNon fatevi fuorviare dall’aspetto gradevole e dal portamento vagamente fine. Sono anche carucce, ma basta che aprano bocca per capire che non avrebbero problemi a competere con un camionista in una gara di rutto libero.

 

La finta solidarietà

risata istericaElargiscono complimenti con la stessa velocità con cui un flipper ti restituisce le biglie d’acciaio, ridono con te simulando una risata da psicopatica isterica che ti fa pure una certa paura e ti raccontano della loro vita come se a te fregasse veramente qualcosa. In realtà, stanno rosicando come se non ci fosse un domani. Insicure croniche, forse infelici, da pacca sulla spalla a mò di sostegno morale.. “guarirai, vedrai, non è colpa tua”.