Se ripetere troppo non aiuta a memorizzare, leggere ad alta voce ha invece una sua importanza e validità.

Questo perché, con la lettura silenziosa, il cervello decodifica i segni, ricava informazioni utili ma si affatica nell’interpretazione delle parole.

La lettura a voce alta, invece, permette di capire meglio riflessioni di chi scrive e dialoghi di eventuali personaggi: inevitabilmente, la comprensione è migliore.

A tutti, prima o poi, è capitato di dover rileggere a voce alta una frase o un paragrafo, per cercare di comprendere meglio.

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Leggere ad alta voce aiuta ad analizzare

Da piccoli si è abituati alla pratica della lettura ad alta voce.

Pratica che, purtroppo, si perde crescendo.

Forse per pigrizia o forse per convinzione che non sia utile, man mano che si cresce si tende a leggere in maniera silenziosa e successivamente ripetere quanto si è letto.

Pratica sicuramente utile, però decisamente meno rispetto alla lettura scandita e fatta ad alta voce.

Straordinario strumento didattico

“Siamo verso la fine degli anni Settanta e frequento Lettere all’Università Statale”.

“Quell’anno, il corso di letteratura moderna e contemporanea, tenuto da Sergio Antonielli, verte sulle opere di Carlo Emilio Gadda”.

“Quelle letture, tenute in una grande aula che se ne sta in assoluto silenzio, catturata, sono straordinarie”.

“Sono i toni, le pause, gli accenti e i colori della voce di Antonielli a dare ai testi non solo comprensibilità, indicando quel che i testi ‘vogliono dire’, ma anche fascino, verità, vigore, passione e incanto”.

Queste le parole di Annamaria Testa, esperta di comunicazione, sull’utilità di leggere ad alta voce.

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