L’Università di Macerata è stata teatro di un episodio piuttosto fuori dall’ordinario e particolare.

Pare proprio, infatti, che gli studenti sono stati costretti a recitare o comunque ascoltare l’Ave Maria, chiesta proprio dalla docente.

E nell’ateneo è subito scattata la protesta; ad insorgere per primo, dopo aver appreso la notizia, è stato un movimento studentesco.

Studenti di Macerata costretti a recitare l’Ave Maria

Proprio in un comunicato del movimento si legge che la docente avrebbe interrotto la lezione per una “richiesta atipica in un’università laica”.

Tra gli studenti c’è stato chi ha recitato l’Ave Maria, chi non ha proferito parola e chi, sprezzante del pericolo, si è alzato e se n’è andato.

Per questi ultimi, tuttavia, pare che lo sguardo della prof non sia stato proprio benevolo.

“In ogni caso si è trattato di una limitazione della libertà personale, di una cosa talmente assurda che non avremmo mai immaginato potesse accadere e dover segnalare questo accaduto ci fa letteralmente cadere le braccia.

Queste le parole del movimento studentesco.

A tal proposito, infatti, il gruppo ha espressamente chiesto di rispettare la spiritualità dello studente, invitando la docente a scusarsi direttamente con gli studenti per l’accaduto.

Come se non bastasse, è stato anche richiesto un intervento dell’ateneo per eventuali provvedimenti.

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Per il rettore gesto “improprio e censurabile”

Francesco Adornato, rettore dell’università di Macerata, ha bollato il gesto come “assolutamente improprio e censurabile”.

“L’università è uno spazio di convivenza pacifica e rispettosa di opinioni, culture e fedi religiose; non è luogo di gesti di tale impatto divisivo, né di imposizione e non può essere accettato dalla comunità universitaria né dal rettore stesso”.

“Chiedo scusa a tutti coloro i quali si sono feriti nella sensibilità e nella fiducia verso l’Università”.

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