Perché dovresti iscriverti a un master se hai già la tua bella laurea nel cassetto?

Perché dovresti ricominciare a studiare se hai appena concluso un ciclo di studi universitario lungo e impegnativo?

Non è sufficiente la laurea per trovare lavoro?

Potremmo rispondere a tutte queste domande con un paio di luoghi comuni dicendoti che “nella vita non si finisce mai di imparare” oppure che “gli esami non finiscono mai”.

Per quanto banali le due risposte contengono la chiave di tutto.

Senza alcun dubbio il possesso di un titolo di laurea è un requisito che consente di allargare notevolmente gli orizzonti professionali ma …

Ebbene sì, c’è un “ma” ed è tutt’altro che trascurabile.

L’attuale mercato professionale si presenta estremamente competitivo: piccole aziende, grandi imprese e in generale tutte le realtà che operano oggi a livello sia pubblico che privato si mostrano sempre più esigenti nei confronti dei profili da assumere o con i quali collaborare.

Da tale premessa non è difficile dedurre l’importanza che assume nell’ambito del curriculum l’elemento esperienza.
E’ altrettanto evidente che un giovane appena laureato, per quanto preparato, non può disporre di un simile requisito; il suo bagaglio professionale è composto essenzialmente da una preparazione nozionistica, di tipo “teorico”.

Attenzione a non travisare. L’ intento non è sminuire la laurea, ma molto più semplicemente, e realisticamente, evidenziare l’importanza di completare la formazione universitaria con una specializzazione post-laurea.

Eccoci quindi giunti al nocciolo della questione: il master, uno strumento che consente di ampliare notevolmente, e in alcuni casi anche di migliorare, le prospettive occupazionali.

Percorsi post-universitari: i master

In Italia, i master universitari, in quanto percorsi di studi post-laurea, prevedono tra i requisiti di ammissione il conseguimento di un titolo di laurea, a seconda dei casi triennale o magistrale.  All’estero generalmente si accede a un master con una laurea Triennale.

master sono corsi post-laurea finalizzati ad approfondire la formazione universitaria, che tendenzialmente fornisce le basi inerenti una tematica generale. I percorsi di studio consentono ai giovani neo-laureati di specializzarsi in un ambito specifico e ben definito.

La struttura didattica, spiccatamente operativa, tende ad avvicinare il corsista al mondo del lavoro; l’aspetto pratico è garantito da eventuali stage e tirocini finali, ai quali precedono quasi sempre workshop, lavori di gruppo, simulazioni e case study.

L’impostazione dei corsi si adatta perfettamente anche ai professionisti, già professionalmente attivi, che desiderano approfondire, aggiornare e riqualificare le proprie competenze; si adatta, in altre parole, a chiunque abbia la necessità di allineare il proprio know how professionale alle evoluzione e alle esigenze del mercato.

Al termine il corsista consegue un titolo di studi accademico: un diploma di master di primo livello.

Come scegliere i master universitari

La scelta dei master universitari, dato il loro valore in una futura ottica occupazionale, richiede una particolare attenzione.

Attenzione alla qualità dei contenuti, al grado di aggiornamento degli argomenti affrontati, alla modalità formativa, alla preparazione dei docenti e alla spendibilità nel mondo del lavoro.

L’offerta è attualmente ampia e variegata, adatta a soddisfare qualsiasi tipologia di esigenza di specializzazione.

Ti suggeriamo di informarti con tempo per la tua decisione. Partecipa al QS World Grad School Tour il prossimo Ottobre ed avrai l’occasione di incontrare le migliori Università al mondo, tutte sotto lo stesso tetto e concorrere all’assegnazione di 7 milioni di dollari per finanziare i tuoi studi, in Italia o all’estero.

Partecipa gratuitamente il:

14 Ottobre a Torino
15 Ottobre a Milano
17 Ottobre a Bologna
19 Ottobre a Venezia

Per qualsiasi domanda, dubbio o perplessità, richiedere ulteriori informazioni, approfondire la modalità formativa contatta QS!

LEGGI ANCHE: Laureati italiani felici degli studi e degli atenei: 1 su 2 partirebbe per l’estero