Sta per concludersi l’esperienza di scolastica di migliaia di studenti e studentesse alle prese in questi giorni con le prove finali dell’esame di maturità.

La fase post-diploma rappresenta per molti un passaggio importante nel percorso di crescita personale, sia sul piano formativo che professionale.

Per alcuni si tratterà di dare avvio ad un nuovo ciclo di studi; per altri, il conseguimento del diploma rappresenterà l’occasione per affacciarsi sul mercato del lavoro ed esplorare il mondo delle professioni.

Lavoro o studio dopo la maturità?

Proprio su questi temi, come di consueto, anche quest’anno AlmaDiploma ha pubblicato l’indagine (giunta alla XII edizione) sulla condizione dei giovani diplomati italiani dopo 1 e 3 anni dal conseguimento del diploma.

Uno spaccato interessante che offre elementi utili a valutare quali sono le ragioni che spingono i giovani a proseguire gli studi, oppure a cercare un lavoro fin da subito, oltre che a osservare da vicino le traiettorie lungo cui si evolvono i percorsi formativi e professionali intrapresi dai giovani.

Lavoro o studio dopo il diploma? Per chi vuole proseguire con gli studi, l’università non rappresenta l’unica via alla formazione di terzo livello.

In generale, sulla scelta dei neodiplomati pesa in maniera significativa l’indirizzo di studio di provenienza.

Ad 1 anno di distanza dal conseguimento del diploma, il 66,7% dei neodiplomati liceali si iscrive all’Università, mentre solo il 17,5% dei diplomati provenienti dagli Istituti Professionali decide di intraprendere un ciclo di studi universitari.

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E chi si iscrive all’università?

E tra chi si iscrive all’Università, oltre un quinto ha optato per un corso di laurea nell’area umanistica, più del 20% ha scelto un percorso nell’area economico-sociale e circa il 20% si è orientato verso una laurea in ingegneria o architettura.

Eppure sono proprio queste ultime le lauree più richieste sul mercato del lavoro.

Le percentuali tra Licei e Istituti Tecnici e Professionali si invertono quando guardiamo ai neodiplomati che hanno scelto di mettersi immediatamente alla ricerca di un lavoro.

In questo caso, a distanza di 1 anno dal diploma, il 40,7% degli studenti proveniente da un istituto professionale è a lavoro. Dei liceali, solo il 7,3%.

Quali sono le motivazioni che spingono i giovani a proseguire gli studi?

I neodiplomati ritengono innanzitutto che la laurea possa renderli più competitivi sul mercato del lavoro. Ecco i numeri:

  • il 45,2% si è iscritto a un corso di laurea perché il titolo universitario migliora le chance di trovare lavoro
  • il 30,4% perché convinto di voler migliorare il proprio livello culturale
  • il 21,6% perché ritiene che la laurea sia necessaria per trovare lavoro
  • l’1,1% perché ha provato a cercare lavoro ma non ci è riuscito con il solo diploma

Una scelta, però, ancora fortemente influenzata dal contesto socio-culturale di provenienza dei neodiplomati.

Crescere in un contesto familiare e sociale favorevole (sia dal punto di vista materiale che immateriale) spinge i giovani a guardare con maggiore attenzione agli effetti positivi che potrebbe ottenere dal conseguimento di un titolo di studi universitario, percependo di potersi concedere tempo e investire nuove risorse in una nuova esperienza di studio.

fonte: orizzontescuola