Qualche anno fa l’ormai ex-ministro del lavoro Poletti aveva fatto questa dichiarazione:

“Meglio laurearsi con un 97 a 21 anni che con un 110 e lode a 28!″

Ma sarà vero?

E se è così, la sua dichiarazione è ancora valida?

Vediamo insieme come stanno realmente le cose!

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Meglio laurearsi tardi con un voto alto oppure presto con un voto basso? Ecco la verità!

Facciamo prima una doverosa premessa.

Quello che diremo da qui in seguito vale sicuramente per tutti gli studenti lavoratori, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare e studiare contemporaneamente, oppure hanno iniziato a lavorare DOPO essersi iscritti all’Università.

Le affermazioni che faremo sono valide anche per i lavoratori studenti, cioè coloro che già lavoravano e hanno iniziato l’Università successivamente, esclusi però quelli di loro che  vogliono laurearsi per un puro capriccio personale – e dopo ti spiegheremo il perché di questa esclusione.

Chiarito questo, andiamo al dunque.

Analizzare se la frase del ministro Poletti ha senso oppure no SENZA conoscere il mercato del lavoro, sarebbe utile come un vaccino per un cadavere.

Il mercato del lavoro funziona secondo una regola ben precisa, chiamata Regola E.C.E., dove E.C.E. è un acronimo e sta per “Età – Competenze – Esperienza”.

Che significa?

Questi tre elementi sono le tre variabili fondamentali che servono ad uno studente per inserirsi all’interno del mercato del lavoro in modo efficace, riuscire ad essere assunto dalle aziende senza problemi e portare a casa uno stipendio ritenuto rispettabile.

L’ideale per uno studente universitario è, quindi, possedere tutti e tre questi elementi.

Cos’è quella cosa che sfugge al Ministro Poletti, che se tu non tieni d’occhio rovinerà per sempre la tua carriera professionale futura?

Ora, il fatto è questo:

Se tu ti laurei a 28 o più anni, e quindi oltre il termine che era previsto per laurearti, non puoi più fare leva su uno di questi 3 elementi fondamentali, cioè l’Età.

Perché?

Perché non sei più tra i “giovincelli”, cioè rispetto magari ad uno che a 25 anni è già laureato e ha lo stesso titolo di studi che hai tu, perché hai 3 anni di scarto rispetto a lui.

E le aziende, specie quelle più strutturate, ci tengono ad assumere giovani stagisti da pagare poco all’inizio, formare e poi pagare tanto quando saranno professionisti affermati all’interno dell’azienda stessa.

Quindi, il fattore Età, che abbiamo detto che è importante per essere assunto dalle aziende, non puoi più giocartelo, e una delle tre variabili della Regola E.C.E. viene meno.

Sì, ok, magari ti sei laureato con 110 e lode a 29 anni… e allora?

Se il tuo intento è inserirti nel mercato del lavoro in una posizione lavorativa di maggiore risalto di quella che hai attualmente, laurearti a quell’età, a prescindere dal voto, può aiutarti ben poco!

E ti sei praticamente giocato una delle 3 variabili della regola.

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Chi è escluso dall’applicazione di questa Regola?

E’ escluso dall’applicazione della Regola E.C.E. chi già lavora nella posizione lavorativa che desidera, e inizia a studiare all’Università per un puro capriccio personale, o per un desiderio che aveva da tempo e che voleva realizzare.

Questo perché, in questi casi, non ti interessa prendere il titolo di studio per trovare lavoro.

E quindi potresti anche laurearti 10 anni dopo l’iscrizione e metterci il doppio del tempo normale richiesto ad uno studente: va bene uguale.

Anzi, complimenti comunque per aver fatto questa scelta, e aver intrapreso la strada per realizzare questo desiderio!

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Conclusione

Abbiamo voluto mettere nero su bianco come stanno le cose perché troppi studenti universitari, ogni anno, rimangono vittime di idee e preconcetti sbagliati sull’Università.

Se hai difficoltà nello studio o temi di averne, allora ciò che ti serve è prendere informazioni, consigli e strategie da chi è già riuscito a laurearsi velocemente e con voti alti da studente lavoratore.

Entrambi ce l’abbiamo fatta, e adesso insegniamo ad altri studenti universitari come fare, attraverso le nostre Risorse Avanzate, che sono:

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