In barba a chi pensa o dice il contrario, le laurea conserva ancora il suo valore e conviene. Soprattutto, va detto, in Ingegneria, Economia o Medicina.

Il 90% circa di chi le ha scelte, a 5 anni dalla fine degli studi, ha un’occupazione.

In ritardo invece Lettere, Giurisprudenza e Psicologia. In un contesto generale in cui le lauree, soprattutto triennali, fanno fatica a lasciarsi alle spalle la crisi economica del 2008.

Sono dati che emergono dal rapporto 2019 sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati realizzato dal Consorzio universitario AlmaLaurea… e che ci indica le attuali migliori lauree per il mondo del lavoro.

Laurearsi conviene ancora

Il rapporto di AlmaLaurea analizza le performance formative di oltre 280 mila laureati nel 2018 e quelle occupazionali di 640mila ex studenti.

Partiamo dalle conferme contenute al suo interno. La prima è che più è alto è il titolo di studio posseduto, più diminuisce il rischio di restare disoccupati.

I laureati lavorano di più dei diplomati: nel 2018, il tasso di occupazione della fascia d’età 20-64 è pari al 78,7% tra i primi, rispetto al 65,7% dei secondi.

E guadagnano anche di più: il 38,5%. Una differenza inferiore a quella registrata dai nostri competitor europei (+52,6% per l’Ue a 22, +66,3% per la Germania e +53,0% per la Gran Bretagna) ma comunque sufficiente per consigliare ai 500mila maturandi di quest’anno di proseguire gli studi.

Sempre più immatricolati, ma non al Sud

Uno dei mali del nostro Paese, come ci ricorda Eurostat, è che abbiamo pochi laureati (penultimi in Europa, preceduti dalla sola Romania).

Il primo passo per recuperare terreno è aumentare il numero di iscritti all’università.

Se è vero che dall’anno accademico 2014/15 si è osservata una ripresa delle immatricolazioni, confermata anche dal +9,3% del 2017/18, è altrettanto vero che negli ultimi 15 anni gli atenei hanno perso oltre 40 mila matricole. Soprattutto al Sud.

Degno di nota è poi il fatto che l’unico comparto ad averli aumentati rispetto al 2003/04 è quello scientifico (+13%). A conferma che gli studenti, al momento di scegliere, cominciano a privilegiare le aree che offrono più lavoro.

Migliori lauree per lavorare

Che una laurea scientifica offra più opportunità di occupazione lo dicono proprio i numeri di AlmaLaurea.

Tra i laureati magistrali biennali del 2013, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, quelli meglio occupati sono i laureati in ingegneria, economia-statistica e professioni sanitarie: tutti sopra all’89% (contro una media dell’85,6%).

Laddove appare ancora in affanno chi ha un titolo dei gruppi giuridico, letterario, geo-biologico e psicologico (tutti al di sotto dell’80%).

Spostandosi sui laureati magistrali a ciclo unico, censiti sempre a cinque anni, in testa troviamo i medici con il 92,4%: quasi 16 punti in più dei laureati in giurisprudenza.

Gli ingegneri guadagnano di più, gli insegnanti di meno

La classifica delle retribuzioni ricalca più o meno quella della spendibilità sul mercato del lavoro.

Gli stipendi medi netti più alti se li aggiudicano i laureati di secondo livello dei gruppi ingegneria, scientifico e chimico-farmaceutico: rispettivamente 1.762, 1.675 e 1.595 euro mensili netti.

Mentre nei gruppi psicologico e dell’insegnamento non si raggiungono neanche i 1.200 euro netti al mese.

Educazione fisica e architettura migliori lauree per efficacia

Passando dall’appeal sul mercato all’efficacia delle conoscenze apprese nelle aule, in vetta, tra i laureati magistrali biennali, troviamo invece educazione fisica (73,5%) e architettura (68,6%).

Seguiti dagli ex studenti di psicologia, agraria, giurisprudenza, geo-biologia e area scientifica, tutti con valori superiori al 65,0%.

E ancora più alti sono i livelli di efficacia tra i laureati dei gruppi medico, veterinaria e farmacia, dove oltre il 90,0% degli occupati valuta «molto efficace» o «efficace» la laurea conseguita.