L’università di Milano-Bicocca è capofila di un progetto contro la violenza sulle donne.

Il titolo del progetto è UNIRE, “UNiversità Italiane in REte” per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.

Il progetto intende creare e, allo stesso tempo, rafforzare un network universitario per favorire lo scambio di informazioni, esperienze, pratiche e competenze.

LEGGI ANCHE: Milano-Bicocca è il primo ateneo italiano con due donne al vertice

Università contro la violenza sulle donne

Oltre a Milano-Bicocca, sono state coinvolte anche altre dieci realtà:

  • il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della ricerca,
  • l’Università degli Studi di Milano,
  • l’Università Cattolica del Sacro Cuore,
  • Università di Padova,
  • Università di Trento,
  • l’Università di Trieste,
  • Università della Calabria,
  • Università di Foggia,
  • Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano,
  • Osservatorio Interuniversitario sugli Studi di genere, parità e pari opportunità di Roma.

Inoltre, l’obiettivo è quello di estendere le attività a tutte le Università italiane e successivamente europee.

LEGGI ANCHE: Ascoltare pioggia o musica rende più bravi con i calcoli: lo dice la Bicocca

Quali attività verranno realizzate?

1) Attività di formazione rivolte soprattutto agli studenti da svolgersi in corsi di laurea, perfezionamento, master e dottorati.

Formazione di figure professionali che gestiscono le politiche di prevenzione e contrasto della violenza o entrano in contatto con donne vittime di violenza.

Rafforzamento delle competenze di chi già svolge attività lavorative in questi campi.

2) Attività di ricerca per il sostegno di studentesse, studenti e docenti interessati al tema, finalizzata allo studio di strategie di prevenzione.

Questo tramite la pubblicazione di tesi di laurea, di dottorato e articoli scientifici, oltre all’organizzazione di workshop e seminari dedicati.

3) Attività di terza missione grazie anche alla collaborazione con enti territoriali, associazioni della società civile e centri anti-violenza.

L’obiettivo è ovviamente individuare, valorizzare e promuovere le best practices negli ambiti della formazione, dell’educazione e della prevenzione sul campo.

LEGGI ANCHE: Crollo di iscrizioni in atenei del Sud: 200mila laureati in fuga al Nord