Con l’abbonamento Premium Family, Spotify permette di avere sei account Premium, cioè senza pubblicità, a 14,99 euro quando un solo abbonamento costa 9,99 euro.

Condizione indispensabile è che l’offerta sia sottoscritta da membri di persone, verosimilmente della stessa famiglia, che abitano sotto lo stesso tetto.

Come accaduto con altri servizi, in tanti hanno iniziato a dividere le spese con amici, vicini e lontani, per risparmiare e usufruire della convenienza.

Ma tutto ciò però potrebbe presto finire, perché Spotify ha dichiarato guerra a questo escamotage.

Niente più Spotify Premium Family con il trucco

Spotify ha dichiarato di geolocalizzare gli abbonati, aggiornando i termini di utilizzo del servizio e sottolineando che si riserverà di chiedere le informazioni sulla geolocalizzazione a quegli utenti che vogliono sottoscrivere, o hanno già sottoscritto, il piano Premium Family.

Da tempo, infatti, Spotify si è accorta di questo trucchetto: già un anno fa, poi non andato in porto, aveva annunciato di richiedere ai singoli utenti i dati della localizzazione per verificare che gli indirizzi dell’abitazione coincidessero.

Ora, l’inserimento di questi controlli in Paesi come l’Irlanda e gli Usa, fa capire che il servizio vuole riprendere a percorrere questa strada.

In Italia la lotta a questi furbetti, con la modifica dei termini e condizioni d’uso, partirà dal prossimo 13 ottobre.

L’app ha specificato che queste informazioni saranno utilizzate solo per verificare la corretta sottoscrizione dell’abbonamento.

I termini di servizio aggiornati

Sicuramente i controlli verranno fatti al momento della prima iscrizione al piano familiare, con la richiesta a tutti e sei i membri di condividere la geolocalizzazione.

Non è ancora chiaro invece cosa succederà a chi ha già un abbonamento del genere: Spotify si riserva di verificare di tanto in tanto che non avvengano delle frodi, come si può leggere nella pagina aggiornata delle condizioni di utilizzo.

E nel caso emergessero delle irregolarità il servizio potrà essere sospeso in qualunque momento.

fonte: Corriere Tecnologia