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Numero chiuso per facoltà umanistiche e non per Medicina e Ingegneria

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“Numero chiuso nelle facoltà umanistiche, da dove sono usciti tanti laureati. A Medicina c’è bisogno di ossigeno: abbiamo bisogno di medici ed ingegneri”.

A dire questo è stato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini durante un’intervista a Porta a Porta martedì scorso.

Durante l’intervista, Salvini ha dichiarato che preferirebbe eliminare il numero chiuso nelle facoltà di Medicina, a discapito di quelli di Scienze umanistiche.

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Numero chiuso in facoltà umanistiche: servono medici e ingegneri

Secondo Salvini, l’Italia avrebbe bisogno di più medici ed ingegneri, con la conseguenza di permettere a tutti di entrare in queste facoltà.

Non si sono fatte attendere le polemiche, in particolare quelle che hanno fatto ricordare al Ministro la sua iscrizione al corso di Laurea in Storia dell’Università Statale di Milano in cui restò ben 16 anni senza conseguire la laurea.

La legge che ha introdotto il numero chiuso per la facoltà di Medicina è la n.264 del 2 agosto 1999, da allora le polemiche non si sono mai arrestate soprattutto durante il periodo dei test.

Quest’anno in particolare ci sono stati 67mila iscritti per poco più di 10mila posti (nello specifico 9.779 a medicina, 1.096 a odontoiatria), ma il problema si ripresenta identico ogni anno. Già l’ex ministra Stefania Giannino poco prima delle europee aveva parlato di una possibile abolizione dei test, poi non messa in pratica.

Una possibile via di uscita parrebbe il modello franceseammissione per tutti al primo anno e sbarramento ex post sulla base di esami e crediti.

Progetto finora difficile da attuare per la mancanza di risorse.

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