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Un nuovo sciopero dei docenti universitari all’orizzonte: ecco perché

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AgF Bernardinatti Foto

Docenti universitari e studenti sono delusi dalle scelte del governo. Questo perché sulla Legge di Bilancio 2019 ci sarebbero poche novità riguardanti l’università.

Tra queste, l’abrogazione delle ‘cattedre Natta’ (gli insegnamenti, introdotti dal governo Renzi, da affidare ai migliori cervelli in fuga), chiamata diretta negli enti di ricerca e mille ricercatori di tipo B (con mandato di tre anni, non rinnovabili) in cattedra.

Studenti e docenti in sciopero?

Pare proprio che gli studenti abbiano annunciato uno sciopero in tutta Italia il prossimo 16 novembre.

“Su scuola e università non c’è la minima traccia di investimenti, al di là dei proclami di alcuni membri del governo, anzi, come messo nero su bianco il 23 ottobre in occasione dell’approvazione del decreto fiscale, ci sono solo tagli”.

Così Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari.

Anche Alessio Bottalico, coordinatore nazionale Link Coordinamento universitario, critico sulla manovra.

“Nella manovra non si fa però un minimo accenno all’aumento dei fondi per le borse di studio per eliminare la figura dell’idoneo non beneficiario, dei finanziamenti per l’aumento dei posti nelle residenze universitarie e per l’innalzamento della no tax area. Non siamo disposti a restare in silenzio: vogliamo atti concreti, basta vuote promesse”.

Anche i docenti non è che siano tanto soddisfatti delle scelte politiche. Proprio per questo, infatti, minacciano un nuovo stato di agitazione.

Le loro richieste sono fondamentalmente le stesse, tra cui revisione del sistema degli scatti di stipendio e dei concorsi da associato e da ordinario e sui ricercatori a tempo indeterminato.

Così il promotore del Movimento per la dignità della docenza universitaria Carlo Ferraro.

“Nella legge di bilancio 2019 presentata c’è veramente poco riguardo alle nostre richieste. Così si rischia di finire con il rimpiangere i governi precedenti. Vogliamo però augurarci che il Governo voglia intervenire per sanare la situazione ormai diventata intollerabile. Noi e tutta l’Università daremo una risposta forte e chiara”.

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Il bonus eccellenza

La novità introdotta dal governo, invece, è l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 12 mesi dalla data di assunzione per chi assume, nel 2019, con contratto subordinato a tempo indeterminato giovani “eccellenti” nel limite massimo di 8mila euro per ogni assunzione effettuata.

I cittadini dovranno essere in possesso della laurea magistrale, ottenuta dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019 con una votazione pari a 110 e lode entro la durata legale del corso di studi, prima del compimento del trentesimo anno di età, in università statali e non statali legalmente riconosciute, ad eccezione delle università telematiche.

Sgravi anche per chi assume cittadini in possesso di un dottorato di ricerca, ottenuto dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019, prima del compimento del trentaquattresimo anno di età, in università statali e non statali legalmente riconosciute ad eccezione, anche qui, degli atenei telematici.

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