Ogni studente si è sentito dire almeno una volta che conseguire una laurea è un’inutile perdita di tempo ed energie.

Che tale perla d’ingegno provenga da un amico, uno zio, un vicino di casa o una “persona informata” su Facebook, l’indignazione dello studente non cambia. Soprattutto se nel frattempo ci si districa tra dosi di caffè e pianti notturni su montagne di libri.

Questa insinuazione è intuitivamente sbagliata, ma non altrettanto semplice da demolire. Certo, ci si può appellare alla cultura come antidoto all’ignoranza. O al valore intrinseco del sapere. Ma state certi che queste osservazioni non cancelleranno lo scetticismo del nostro amico “laureato all’Università della Vita”.

Al di là di valutazioni filosofiche, i dati parlano chiaro.

Come riportato dal libro “Dall’Università al Lavoro: scegli cosa studiare per costruire il tuo futuro”, avere una laurea paga, eccome. Riportiamo qui una serie di fatti eloquenti che convinceranno chiunque.

  1. I laureati hanno un tasso di occupazione più elevato

Quasi l’80% dei laureati sono occupati. Tra chi è solamente in possesso di un diploma gli occupati ammontano a circa il 60%. Uno scarto del 20% non sembra poco e in effetti non lo è. [Figura 1 – Fonte: ISTAT]

  1. Con la laurea si guadagna di più. Già da giovani

In media, una laurea assicura uno stipendio più alto. E questo già tra i giovanissimi (dai 15 ai 24 anni). Per questa fascia d’età la differenza di stipendio tra i laureati e non è quasi del 10% in favore dei primi. I laureati guadagnano mediamente 22 mila euro all’anno, contro i 20 mila euro dei non laureati.

  1. Questo divario aumenta notevolmente con l’età

Lo scarto del punto 2. vi sembra poco? Non vi sorprenderà sapere che la differenza retributiva va allargandosi sempre più con l’aumentare degli anni. Infatti si attesta al 75% in favore dei laureati tra 45 e 54 anni.

In questa fascia i laureati possono vantare uno stipendio in media sui 45 mila euro contro quello appena superiore ai 25 mila euro dei loro coetanei diplomati. Il tasso di crescita salariale è molto più consistente per chi quindi “perde qualche anno” per conseguire l’agognato titolo. [Figura 2 – Fonte: Jobpricing]

  1. Un trend universale

I dati qui presentati si riferiscono all’Italia. Si tratta comunque di figure non troppo lontane da quelle che riguardano le altre nazioni. Questo dimostra ancora una volta l’esistenza di una forte correlazione tra il possesso di un titolo di laurea e tassi più elevati di occupazione e retribuzione.

Ecco alcune tra le tante argomentazioni pratiche da opporre all’argomento dell’inutilità. Forse aiuteranno qualche studente ad avere il cuore più leggero, tra una sessione d’esame e l’altra. E forse faranno cambiare idea a un neodiplomato che ritiene che la laurea non faccia per lui. Del resto, chi ha optato per questo percorso conosce bene la posta in gioco.

Scrive così Khalil Gibran, scrittore libanese: “amare la vita attraverso la fatica è penetrarne il segreto più profondo”. Ci penso mentre bevo la terza tazzina di caffè.