E se scopriste che il vostro docente ha avuto un passato da pornostar, che reazione avreste?

In effetti, come dice lui stesso, la vita è un po’ la somma di più capitoli: ed è quello che è successo a Ruggero Freddi, che fino a qualche anno fa era Carlo Masi (il suo precedente nome d’arte).

Da pornostar a docente universitario

Nell’intervista, rilasciata al Corriere, il neodocente racconta la sua esperienza, il suo rapporto con gli studenti e con il suo passato.

Insegna presso la facoltà di Ingegneria clinica dell’Università La Sapienza di Roma, nel corso di Analisi I. In pratica, si tratta di matematica allo stato puro.

Protagonista di questa storia è Ruggero Freddi, 41enne romano, 176 cm per 95 kg, fisico possente e palestrato, con tanto di orecchini ed anelli in tutte le dita.

Oltre a questo, c’è un curriculum che non tutti possono vantare: dopo il diploma all’istituto tecnico, ha ottenuto 3 lauree (una in Ingegneria informatica nel 2013 con 106, una triennale in Matematica, nel 2013, e la conseguente specialistica nel 2016, entrambe con 110 e lode).

C’è da dire, inoltre, che nel curriculum c’è anche una ricca e fortunata carriera a San Francisco, durata 7 anni, come pornostar in pellicole gay.

LEGGI ANCHE: Sapienza al primo posto fra le università italiane e all’84° nel mondo

Ed è tornato sui libri a 34 anni.

«Credevo di essere vecchio e arrugginito, invece ci ho ripreso gusto. Ed essendo molto competitivo anche un ventinove l’ho vissuto come un affronto».

Non è (ancora) un vero professore, ma un dottorando però.

«Nel triennio di specializzazione si ha la possibilità di partecipare a bandi per l’insegnamento e li ho vinti. L’anno scorso ero tutor, quest’anno sono co-docente di Analisi I con la professoressa Angela Pistoia.

Non ho il titolo accademico né la cattedra, ma un ufficio alla Sapienza e una mail istituzionale. Ricevo gli studenti e soprattutto faccio lezione».

In classe come viene accolto? Perché suppongo che i suoi studenti sappiano.

«Nessuno mi ha mai fatto domande che non fossero scientifiche. Mi prendono tutti sul serio, com’è giusto, perché sono molto preparato. Mi danno del lei. Di solito mi presento così: “Voi non conoscete la matematica, io nemmeno, ragioniamoci insieme”. I ragazzi sono gentili, aperti e curiosi di un professore così strano».

Momenti imbarazzanti?

«Ne ricordo solo uno. Ero alla mia prima lezione, mi ero messo un pullover, e sotto una t-shirt aderente. Faceva caldo, mi sono tolto il maglione e ho sentito un coro di “ohh”.

Ho un corpo massiccio, impossibile nasconderlo. Sul momento ne sono rimasto lusingato, poi ho capito che ci perdevo in rispettabilità e da allora metto giacca e camicia».

La titolare della cattedra che ne dice di questo co-docente particolare?

«È molto carina e gentile, certamente sa del mio passato ma non ne parliamo. Quando mi prende lo sconforto e mi sento meno bravo degli altri, è la prima che mi incoraggia».

Di certo guadagnava di più sul set.

«Ho messo da parte quanto basta per poter vivere oggi con la borsa di studio da 1.016 euro più gli extra per le lezioni.

Credo nella cultura anche se lo studio ti rende migliore, di certo non più ricco: ho compagni di corso cervelloni che ancora vivono con gli stessi coinquilini di allora».

LEGGI ANCHE: Il delitto della Cattolica: Simonetta Ferrero uccisa con 44 coltellate