Costò a Galileo Galilei un processo per eresia e un’abiura forzata delle sue teorie.

È stata trovata la lettera con la quale, nel settembre 1613, spiegava a un amico la sua tesi sul movimento della Terra intorno al Sole.

Tesi opposta a quella della Chiesa secondo la quale la Terra era immobile.

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La lettere di Galileo Galilei

A scoprirla, come racconta il GiornalediTreviglio.it, nella biblioteca della Royal society di Londra, lo storico della scienza italiano Salvatore Ricciardo, dell’Università di Bergamo.

La straordinaria scoperta risale al 2 agosto e Ricciardo l’ha studiata con Franco Giudice, della sua stessa università, e con Michele Camerota, dell’Università di Cagliari.

“Non potevo credere di avere scoperto la lettera che tutti gli studiosi di Galileo credevano irrimediabilmente perduta”, ha detto Ricciardo alla rivista Nature.

“È ancora più incredibile perché la lettera non era custodita in un’oscura biblioteca, ma nella biblioteca della Royal Society”.

La lettera di sette pagine risale al 21 dicembre 1613 e firmata “GG”.

Fornisce la prova più forte che Galileo Galilei si impegnò attivamente per smussare le sue posizioni e per cercare di dare un tono meno sovversivo alle sue affermazioni.

Ha condiviso una copia di questa versione “addolcita” con Benedetto Castelli, un matematico dell’Università di Pisa in Italia, sostenendo che era il suo originale.

E lo ha invitato a spedire quella lettera in Vaticano.

Galileo Galilei sosteneva che gli scarsi riferimenti nella Bibbia agli eventi astronomici non dovevano essere presi alla lettera, perché gli scribi avevano semplificato queste descrizioni in modo che potessero essere comprese dalla gente comune.

Le autorità religiose che argomentavano diversamente, scrisse, non avevano la competenza per giudicare.

In modo cruciale, egli ragionò che il modello eliocentrico della Terra in orbita attorno al Sole, proposto dall’astronomo polacco Niccolò Copernico 70 anni prima, non è in realtà incompatibile con la Bibbia.

fonte: settegiorni.it