Spesso il conseguimento della laurea può essere un ottimo modo per esorcizzare i pessimi momenti della vita.

Ed è quello che è successo ieri a Bari, alla 24enne Rita Amedeo.

Chi è Rita Amedeo

La ragazza è la figlia di Michele Amedeo, operaio 50enne vittima di un omicidio la sera del 25 aprile.

Un omicidio che, fino ad oggi, non ha trovato ancora nessuna risposta.

A meno di due giorni da un evento così tragico, Rita ha avuto la forza di discutere la sua tesi di laurea sperimentale in Farmacologia e Farmacoterapia, ottenendo 110 e lode.

Una forza di volontà enorme

Una seduta di laurea durata oltre 20 minuti, in cui la giovane ha risposto punto su punto alle domande dei docenti, mostrando un carattere estremamente forte ed una tempra lucidissima.

Una calma apparente, terminata non appena la corona d’alloro è stata posata sulla sua testa.

In quel momento, infatti, tutto il dolore accumulato è scoppiato in un pianto a dirotto.

Le parole dei parenti

“Non sappiamo come abbia fatto, sembrava quasi fosse riuscita a sdoppiarsi, a chiudere per quei venti minuti la porta della sua mente dietro la quale serbava il ricordo della terribile morte del padre”.

Prima del tragico evento, il padre aveva ascoltato l’ennesima rilettura della sua tesi.

Tesi la cui copia è stata lasciata nella bara del papà.

La dedica di Rita al padre

“Ringrazio il mio papà, per l’interesse dimostrato verso ciò che studiavo, per avermi da sempre fatta sentire la ‘farmacista’ di casa, mostrandosi sempre dalla mia parte”.

Una dedica che fino all’ultimo aveva tenuto nascosto ai genitori e che, alla fine, non ha visto il protagonista come ascoltatore.