Sapere che, a circa quattro esami dalla fine del vostro percorso universitario, avete il sacrosanto diritto di presentare domanda di laurea, è una prospettiva che servirà unicamente a rincuorare il vostro spirito tormentato.

In realtà, comincerete davvero a dedicarvi alla tesi di laurea soltanto quando avrete terminato tutti gli esami.

La seconda dolce bugia che vi racconterete sarà: “ma sì, io ci scrivo due cazzate e via”. Ecco, non per uccidere così brutalmente le vostre aspettative, ma neanche all’università della frutta e degli asparagi potreste sperare di cavarvela così allegramente.

Tesi di laurea, l’ultima ostacolo universitario

Dunque, armatevi di buona pazienza e preparatevi ad affrontare l’ultimo ostacolo della vostra vita universitaria, tenendo presente che prima della luce, e dopo tanta oscurità, ci sarà ancora qualche piccolo impedimento che vi separerà dall’uscita del tunnel.

Sappiate, però, che non siete soli.

L’argomento della tesi di laurea

‘Chi ben comincia è a metà dell’opera’ e se non avete la più pallida idea dell’argomento che vorrete affrontare nel vostro lavoro finale, direi che non avete inserito neanche la prima. D’altra parte, non vi ricordate più neppure il motivo per il quale vi siete iscritti all’università! Niente panico. Generalmente il docente di riferimento ha sempre quattro/cinque argomenti da proporvi; qualcosa tipo “l’analisi di tutte le crisi finanziarie che si sono susseguite, da quando siete nati, in tutti i Paesi del mondo e anche la previsione approssimativa di quelle che verranno”. E’ proprio a questo punto che vi verrà in mente l’argomento.

La scelta del docente

Se avete optato per un argomento specifico, la scelta del docente di riferimento è consequenziale. Ma i più sgamati sanno che da questa decisione dipende la quantità di tempo che vi si chiederà di impiegare per terminare l’elaborato. Per evitare di morirci sopra, vi conviene propendere per un professore che le fonti indiscrete giudicano come meno esigente possibile.

La ricerca del materiale

Avete l’argomento, il relatore e anche il titolo. Manca la cosa più importante. Ricercare il materiale della tesi può rivelarsi impresa non da poco: indagini approfondite in archivi segreti, miliardi di autori che avranno trattato il tema, tra cui Fabio Volo, scaffali della biblioteca altissimi da dover scalare per acciuffare il testo di cui avete un disperato bisogno. Ma alla fine riuscirete a trovare il bandolo della matassa.

Assecondare le richieste del prof

Se avete optato per un argomento autorevole per fare una dignitosa figura davanti ai vostri parenti e ve ne siete fregati di avere un relatore puntiglioso, beccatevi pure tutte le incombenze del caso. Tipo tornare dal prof tre volte a settimana per farvi correggere le note, perché lunedì le vuole in neretto, mercoledì sottolineate e venerdì “non avevamo detto niente note?”.

Le domande indiscrete

Quando scrivete la tesi c’è una sola domanda che tutti si sentiranno in dovere di rivolgervi: “hai finito di scrivere la tesi?”. E una sola risposta che vorreste dare (guardare diapositiva sopra).

Gli adempimenti burocratici

E mica ti lasciano andare via così! Come se non avessi già trascorso più tempo nella segreteria universitaria che in aula studio, per poterti laureare dovrai pagare, portare in segreteria il resoconto dettagliato sulla tua vita e farlo entro scadenze stabilite (se no ti autodistruggi), ottenere la firma del relatore, la controfirma del correlatore, la firma di tua madre se sei minorenne, l’approvazione di Sua Santità se hai studiato in Cattolica.

La stampa – finalmente – della tesi

L’hai terminata. Non te lo spieghi neanche tu. E dopo aver scelto il colore della copertina, il frontespizio bello, fatto stampare undici copie per mamma, papà, fratello, sorella, cane, cugino, la signora del piano di sotto, e sei microfiches per l’università, puoi finalmente tornare a casa felice. Come dici? Ti hanno sbagliato il cognome?